Odio i lunedì (o di Covid, contagi che crollano e giornalismo)

Secondo Open, il giornale online di Enrico Mentana, all’alba dell’ennesimo Dpcm che dovrebbe comportare ulteriori restrizioni – quali di preciso non si sa, ogni volta sono da scartare come le sorprese dell’uovo di Pasqua in primavera e ora come i doni di Natale – i dati epidemiologici di lunedì 2 novembre si leggono così:

Frenata dei casi di Coronavirus in 24 ore: -25%. E l’esecutivo riflette sulle misure più restrittive

o così:

Non solo Lombardia e Veneto: il crollo dei nuovi contagi rallenta l’urgenza del Dpcm

Sul serio? Il giornale che doveva battezzare la “nuova era del giornalismo” ma che sembra sempre più la copia mobile-friendly di quelli della vecchia era, che ha in squadra il super fact-checker David Puente, al 2 novembre ancora non ha inteso – o fa finta? che sarebbe peggio – che i super cali del lunedì non esistono.

Luca Sofri lo raccontava ad aprile per i dati generali, io su Twitter ne ho dato atto qualche volta notando zero nuovi positivi in provincia di Ferrara… perché erano stati refertati zero nuovi tamponi (e oggi, 2 novembre 2002, sono 184 a referto con 89 positivi. Andando a ritroso sono stati 553 domenica; 606 sabato con 122 positivi; 248 venerdì con 55 positivi; 560 venerdì con 42 positivi e via discorrendo).

Dai dati di lunedì – «il calo in 24 ore» – non vi si può dedurre alcuna «frenata nei nuovi contagi» addirittura «particolarmente vistosa» in diverse regioni e soprattutto un giornale non la può raccontare così, neppure se questa è la ragione che porta il Governo a tergiversare, perché semmai sarebbe da notare che tergiversa costruendo castelli con numeri di sabbia.

Fare altrimenti, non mettere quei «cali» nel loro contesto ma esporli anzi asetticamente come significativi, vuol dire dare ai lettori un’informazione sbagliata, creando in loro la falsa sensazione che le cose stiano migliorando quando ad oggi non abbiamo indicatori in tal senso, e che l’urgenza stia già scemando proprio prima di attivare misure più drastiche di quelle in atto per frenare la diffusione di Sars-CoV-2.

In un momento in cui la tensione è molto elevata e in cui si stanno verificando fenomeni di resistenza psico-sociali (uso una terminologia impropria, me ne scuso) verso le limitazioni e verso l’esistenza stessa dell’epidemia, il giornalismo, soprattutto se nato con l’idea di puntare sulla qualità e sul controllo e non come portavoce di questa o quella idea, non può cadere in simili trappole. Sono ancora naive, lo so.

Ah, ovviamente


Autore: Daniele Oppo

Laureato in giurisprudenza, Master in giornalismo e comunicazione istituzionale della scienza, scrivo per Estense.com. In questo spazio mi occupo di scienza e società.

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