Libertà di dire che delle lacrime sono solo acqua

Una infografica interessante -presa da livescience.com e che riporta i dati 2012 del rapporto sulle libertà nel mondo elaborato della Freedom House– ci fa notare come più di un miliardo e mezzo di persone nel mondo non possano godere di quelle che noi “occidentali” chiamiamo libertà e diritti fondamentali. Il 23% della popolazione mondiale non ha la libertà di esprimersi sul proprio governo e non ha la libertà di esercitare i proprio diritti fondamentali.

 

Find out how many people around the world are living in repressive regimes with no personal freedom, in today's LiveScience GoFigure infographic.
Source:LiveScience

Ora, come avrete notato, l’India non è compresa fra le nazioni peggiori (né in quelle un po’ meno peggiori). Eppure in questi mesi l’India è protagonista di una vicenda orribile. Lo scettico e razionalista Sanal Edamaruku (Presidente della Indian Rationalist Association), rischia l’arresto per “offesa dei sentimenti religiosi“, per aver dichiarato che la lacrimazione di un Cristo in una chiesa cattolica di Mumbai era dovuta nient’altro che a un tubo che perdeva acqua. Lo ha fatto dopo aver visto di persona il presunto miracolo e dopo che, per giorni, decine di persone sono andate a omaggiare il Cristo, pregando, facendo offerte e portando a casa un po’ di quell’acqua, vicenda che ha portato Edamaruku a scagliarsi contro la Chiesa e il Papa che sfruttano il culto delle immagini lucrandoci sopra.

Sanal Edamaruku, che da tanto tempo si batte per anteporre la scienza alla superstizione, è stato fortemente criticato dalle autorità cattoliche di Mumbai che, per voce del Vescovo ausiliario Angelo Gracias, lo hanno invitato a scusarsi per aver “ferito” (?) la comunità cattolica (nessuna scusa invece per il falso miracolo e nessuna restituzione delle offerte?). Comunità la cui reazione non si è fatta di certo attendere: l’ Association of Concerned Catholics, il Catholic Secular Forum, l’Association of Concerned Catholics e il Maharashtra Christian Youth Forum hanno denunciato l’uomo per “dichiarazioni infamanti” contro la Chiesa e il Papa, pretenendo scuse ufficiali. Per queste accuse potrà essere arrestato: i giudici gli hanno negato la cauzione preventiva e la polizia si è già presentata due volte per arrestarlo.
L’arresto per aver sbugiardato un falso miracolo grazie al quale la Chiesa, che si dice sempre cauta e attenta prima di avvalorare certi fenomeni paranormali, ha ricevuto anche offerte monetarie (qui la cautela è un po’ meno rigida forse) è un fatto gravissimo. Per questo esiste una petizione per richiedere il ritiro delle accuse dalla testa di Sanal Edamaruku. Al di là di come la si pensi in tema religioso, non è possibile che in uno Stato democratico (quale è, pur con tantissimi difetti, l’India) si possa venir arrestati solo per aver criticato, anche aspramente, un’istituzione religiosa, per di più dopo aver svelato l’ennesimo finto miracolo. Anche questa è una libertà fondamentale.

Fonti:

http://www.uaar.it/news/2012/03/18/india-ateo-critica-miracolo-denunciato/

http://www.asianews.it/notizie-it/Acqua-dalla-croce-di-Irla.-Indiano-ateo-accusa-la-Chiesa-di-%E2%80%9Cfabbricare%E2%80%9D-miracoli-per-soldi-24218.html

http://blog.newhumanist.org.uk/2012/07/sanal-edamarukus-situation-worsens.html

Penso, quindi non credo

Una ricerca pubblicata su Nature ha mostrato come, più l’uomo si impegna a pensare in profondità il mondo che lo circonda, meno tende a credere nelle divinità (o in altri fenomeni paranormali aggiungo io).

Secondo i ricercatori, ben lontani dal voler asserire qualcosa di definitivo in materia, le strade di approfondimento potrebbero essere tre:

  1. il pensiero analitico inibisce in maniera diretta le cognizioni intuitive che formano la base del pensiero religioso (dunque della fede);
  2. lo sviluppo del pensiero analitico schiaccia quello intuivo ma lo lascia sopravvivere, in modo che i due possano coesistere ma senza che il secondo riesca a far emergere il pensiero legato alla credenze teistiche.
  3. Il due pensieri coesistono ma quello analitico porta a un abbandono ragionato delle credenze religiose e fideistiche

Il punto focale sta, dunque, nello sviluppo del pensiero analitico, quello che non si ferma alle apparenze e ai pochi dati sui quali basiamo la nostra cognizione intuitiva quella più superficiale che appartiene a tutti noi, indistintamente.

Più ci sforziamo di vedere la complessità, meno tendiamo ad associare tutto ciò che avviene in vista di un fine deciso da qualche agente soprannaturale (ciò che contraddistingue tutte le fedi religiose). Ovviamente, essendo il mondo -appunto- complesso, la ricerca non dimostra che non esiste alcuna divinità (cosa peraltro impossibile da dimostrare), né che tutti i pensatori più raffinati non abbiano alcuna fede religiosa. Ciò che mostra è che più pensiamo, meno crediamo. Ovvero, più pensiamo in modo analitico e meno siamo propensi a cercare scorciatoie cognitive per spiegare i fenomeni che ci circondano.

Allenarsi ad approfondire il proprio pensiero (cosa non semplice, perché non ci viene naturale dovendo lavorare nel campo della controintuizione) significa liberarci dalle risposte incatenanti delle fedi (religiose e non).

Vedi anche:

Le Scienze

Gli atei sono più intelligenti dei credenti? (in inglese)

Credenti e atei nelle varie Nazioni (in inglese)

Dio è il Grande Fratello

E’ successo per caso, leggevo la parte finale 1984 e mi è venuto da pensare “Mio Dio…” Ma poi non mi sono fermato li, perché questo pensiero mi ha fatto pensare “Oddio, cerco conforto in un Dio in cui non credo“. Poi mi sono accostato alla paranoia, perché, qualche giorno dopo, mi sono ritrovato a pensare “fai che non accada..“. Una preghiera. Il mio inconscio pregava qualcuno perché impedisse a qualcosa di accadere.

Terrore, paranoia allo stato puro. Non credo in Dio e ne cerco il conforto e l’aiuto senza rendermene conto.

Il terrore, probabilmente, non mi viene per caso, se avete letto 1984 forse potrete capire. Manipolare fin dall’infanzia la mente delle persone provoca pensieri inconsci, crea un mondo inesistente nella realtà ma perfettamente vero nei nostri circuiti mentali. Anche dopo essermi ribellato all’assurdità della religione i suoi tentacoli hanno lasciato segni indelebili nel mio modo di pensare e ragionare inconscio. La mia mente va alla ricerca del nulla credendo che la possa salvare dal reale. Devo rieducarmi, vivo internamente il bipensiero orwelliano ma al posto del Grande Fratello, del Partito e delle loro finzioni ci sono Dio e i suoi poteri miracolosi e capricciosi.

Qui, a fare paura in una persona che vuole sentirsi libera, non è che 2+2=5 o 4 a discrezione del Partito, ma la persistenza di schemi di pensiero che invadono l’ inconscio e che probabilmente si riflettono ancora anche nella comunicazione interpresonale (quante volte avrò detto “oddio”, “se Dio vuole” ecc ecc?). E’ la paura dell’ impossibilità di abbandonare definitivamente un pensiero che sento non appartenermi più. E’ la paura di vivere, in minima parte, con due pensieri diversi, contrastanti ma in qualche modo coesistenti e, a qualche livello, entrambi validi contemporaneamente.

Questa paura porta però alla rabbia e alla necessità di ribellarsi, affinché, prima o poi, tutti gli uomini possano essere liberi un giorno.

Se c’è una speranza, questa risiede negli atei.

Abbasso il Grande Fratello.