Animal House

Questa si che sarebbe un’etica e sana sperimentazione animale!

Si fa un gran parlare, soprattutto in rete, della sperimentazione animale. Si parla tanto di metodi alternativi, della possibilità concreta di evitare la sofferenza degli animali, della non eticità di “abusare” degli animali per curare gli esseri umani, del fatto che la vivisezione sia intrisecamente inutile e costituisca solo una tortura gratuita per gli animali, che l’uso degli animali sia conveniente a livello economico per le industrie farmaceutiche  ecc ecc. Per non parlare dei politicanti che non vedevano l’ora di cogliere la palla al balzo, da Michela Brambilla a Sonia Alfano.

Insomma, ad occhio direi che in rete il movimento anti vivisezione è di gran lunga quello che si fa sentire di più, con toni spesso molto accesi, fin troppo e con affermazioni spesso prive di supporti concreti e solidi. Non mancano però le immagini ad effetto, spesso finte dal sicuro impatto emotivo che mostrano animali ridotti male, con i sintomi di malattie indotte e che non possono che provocare palpitazioni.

Io, come avrete già capito, sono invece favorevole alla sperimentazione animale. Me ne dispiaccio, perché se dipendesse da me non morirebbe neppure una cavia, ma è una questione di sopravvivenza. L’importante è che ci siano regole ben precise e sempre migliori e magari un giorno arriveremo a non dover più usufruire della vivisezione per sperimentare le cure che ci terranno in vita. Non vedo l’ora, ma fino a quel momento difenderò la sperimentazione animale, soprattutto se le argomentazioni avverse sono inconsistenti, senza supporti solidi, irrazionali e eticamente ancora peggiori di quelle che si vorrebbero abbattere.

Dato che io amo la scienza ma non sono uno scienziato, e quindi non né titolo né esperienza concreta di cosa significhi sperimentare, vorrei darvi alcune indicazioni su dove trovare notizie “contro”. Sembra infatti che la via “ufficiale” della scienza abbia poca voce in rete, sommersa da ondate di insulti, contestazioni e amorevoli carezze agli amici animali. Così mi piacerebbe contribuire a farla venire fuori. Mi hanno aiutato e mi aiutano a barcamenarmi in questa palude in cui il gioco oltre ad essere duro è spesso sporco, senza slogan o immagini ad effetto, ma usando semplicemente argomentazioni razionali e verificabili, col presupposto necessario che la scienza e dunque la farmacologia non sono perfette e non sono esenti da errori e/o cattiveria umana. Ma è anche vero che utilizzare il solito giochino della Grande Verità Celata, buono per ogni occasione (dall’economia alle scie chimiche, passando per gli alieni), è un insulto alla ragione. In gioco non c’è solo la nostra sopravvivenza e quella di milioni di persone e altri animali (già, si sperimenta anche per loro!),ma  c’è anche il faticoso lavoro di migliaia di ricercatori che si prodigano per migliorare la nostra esistenza e che, dato che vedono pochi soldi e pochi riconoscimenti, meritano almeno rispetto e chiarezza, non l’accusa di essere assassini immorali.

Vi propongo due link, uno di un sito/blog in difesa della sperimentazione animale che smonta molte delle notizie che appaiono e che vengono diffuse dagli zelanti super-arci-animalisti e si chiama “In difesa della sperimentazione animale“: i post sono molto chiari e ricchi di rimandi a ricerche e, cosa importante, usano citare le fonti a sostegno delle proprie tesi. Finora la fonte più completa di informazioni accessibili a tutti che si possa trovare in italiano (consiglio: leggere le FAQ del sito).

L’altro link è un video su youtube di una conferenza stampa tenuta da alcuni scienziati, fra i quali Silvio Garattini (uno che dice che ci sono troppi farmaci inutili in giro e che non credo si possa additare come un venduto senza essere in piena malafede), che difendono la sperimentazione spiegandocene le ragioni.

Fatene buon uso.

 

UPDATE:

esiste, da poco tempo, un altro sito dedicato alla comprensione delle ragioni della sperimentazione animale: è http://www.animalresearch.info/it

Il ritorno del Metodo Di Bella

Come nei migliori film, anche il Metodo di Bella (MDB), tecnica che consiste nella somministrazione di un cocktail di farmaci per curare il cancro (si, il cancro, al singolare) sta uscendo con sequel negli ambulatori, passando prima per le aule di tribunale.

Ricorderete sicuramente la querelle scatenata quando Rosy Bindi era Ministro della Salute e la cura del fu prof. Luigi Di Bella assurse agli onori della cronaca grazie a una campagna mediatica davvero imponente (ogni riferimento a Striscia la Notizia non è casuale). Il Ministero si convinse ad effettuare dei test che diedero esito negativo, la cura non funzionava nella maggior parte dei casi.

Qualche mese fa, Il Giornale ha aperto addirittura una sezione online sul MDB riportando alcune testimonianze, interviste a Giuseppe Di Bella (il figlio) ma con spazi ristrettissimi per gli “avversari” che hanno, credo per l’ennesima volta, sottolineato come la cura miracolosa non sia ancora passata per le vie del metodo scientifico. E qui sta tutto il problema.

Di Bella sostiene di aver guarito 553 pazienti col suo metodo, ma non ci dice quanti fossero quei pazienti, come si fossero curati prima e altri dettagli importanti per avvalorare una teoria scientifica. Ancora, Di Bella sostiene che tutti i farmaci usati nel cocktail hanno una vasta letteratura scientifica che ne avvalora l’efficacia nel trattamento tumorale. Anche se fosse vero, non esiste letteratura scientifica che il suo cocktail sia davvero una cura. La distinzione sembrerà sottile ma invece è enorme (a puro titolo di esempio, andrebbero analizzati gli effetti delle interazioni fra quei farmaci che presi singolarmente hanno magari effetti benefici).

Per di più, come sempre in casi del genere, scatta l’idea del grande complotto (o goblotto  come lo definisce ironicamente Vittorio Zucconi in altri contesti). Il MDB sarebbe avversato dalla comunità scientifica  perché in contrasto coi diktat delle grandi multinazionali farmaceutiche che assoldano fior di oncologi per preservare lo status quo  di una battaglia che, nonostante i progressi, continuiamo a perdere. Ora, basterebbe un po’di logica, senza scomodare la scienza e il suo metodo, per venire a capo della questione. Vi invito alle seguenti riflessioni.

1. Digitate cura Di Bella su google e provate a vedere a che pagina trovate risultati che parlino in modo sfavorevole del MDB. Il grande complotto non avrebbe dovuto far tacere tutti?

2. Le pubblicazioni scientifiche che Di Bella asserisce esistano sul MDB sono in realtà abstract di relazioni a convegni cui i Di Bella hanno partecipato. Le altre pubblicazioni sono state effettuate in giornali di medio bassa rilevanza e, soprattutto, nessuno studio sull’MDB è mai passato per la peer review che, nonostante i suoi difetti, rimane ad oggi l’unico metodo decente per dare autorevolezza a una pubblicazione scientifica.

3. A detta dello stesso Di Bella junior la cura ha un costo medio che oscilla fra i 600 e gli 800 euro al mese, quindi significativamente meno delle cure ufficiali. Ecco spiegato perché il MDB sarebbe avversato dalla lobby, non meglio precisata del cancro. Immagino che a nessuno di quelli che propone questa visione sia mai venuto in mente di pensare anche in un altro modo: Di Bella scopra una cura incredibilmente efficace, Big Pharma produce i farmaci che servono per quella cura, Big Pharma è al settimo cielo perché può fare un sacco di soldi, letteralmente facendo il mercato. Ora, pensate se la Coca Cola venisse a conoscenza di un metodo per rendere la propria bevanda ancora più buona. Cosa pensate che farebbe? Cercherebbe di nasconderlo o correrebbe a produrre una nuova Coca Cola più buona che venderebbe di più?

4. Una parte del MDB consiste nell’utilizzo di chemioterapici, che dunque una funzione ce l’hanno e sono frutto proprio di quella ricerca oncologica che additano come malata, prezzolata, lobbista e malvagia.

In definitiva, non riesco a capire, sarà un mio limite personale, perché le lobbies non debbano gioire per una scoperta così incredibile come quella del MDB, e non dovrebbero fare di tutto per confermarla per poi sfruttarla in una situazione in cui non ci sarebbe concorrenza esterna, dato che i farmaci usati non sono nuove invenzioni ma sono tutti presenti sul mercato (e dunque controllabili a piacimento) da molto tempo. Non capisco inoltre perché gli oncologi debbano essere inquadrati come volutamente ottusi, quando, per decenni, si spendono in ricerche difficilissime e dibattiti per cercare una cura il più efficace possibile. Non solo, queste teorie prendono ad esempio solo gli oncologi di una certa fama e li addita di servilismo e di essere prezzolati, ma non tiene in conto migliaia di medici che non avrebbero nessun interesse diretto e personale nel perseguire una strada sbagliata. Se avessero ragione i complottisti, non riuscirei a spiegarmi, banalmente, il perché delle tante campagne di prevenzione o addirittura il vaccino contro il tumore al collo dell’utero distribuito gratuitamente.

Interessante inoltre notare come Giuseppe Di Bella non chieda nuove sperimentazioni ufficiali sulla cura, ma si limiti a voler raccogliere 100 mila firme (poche per il cancro) per distribuire gratuitamente la somatostatina (che fa parte del MDB). Insomma, la “giuria popolare”, la fama, il tam tam mediatico sarebbero la prova provata del funzionamento di una cura. Voi davvero vi fidereste di una scienza, una medicina, fatte così?