Farewell, Amazing Randi

By Sgerbic – Own work, CC BY-SA 4.0, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=38653992

«Quel signore lì è uno che crede di aver visto degli stargate in campagna, finora non è riuscito a dimostrarcelo, ma viene sempre alle nostre cose, è una brava persona».

La primavera del 2012 è stata un buon periodo per me, ho appreso un sacco di cose, anche se a scoppio ritardato come spesso mi capita. Al tempo, sulla scienza e le sue connessioni, mi comportavo – e scrivevo – come è tipico degli appena convertiti: da fanatico.

Al Cicap a Padova, dove facevo uno stage curricolare, in quella primavera ho conosciuto realmente delle belle persone: Marino Franzosi – che in un incontro con Salvo Di Grazia (al tempo per quasi tutti era ancora solo Medbunker) mi ha fatto capire come ci si comporta col necessario rispetto anche con chi, ad esempio, crede negli stargate -; Laura Zampini, poi ovviamente Massimo Polidoro e tanti altri.

Insomma, ho visto chi erano questi “scettici” grazie ai quali tante mie convinzioni si sono dissolte comprendendone i motivi e aumentando la curiosità su come funzionano le cose, e grazie ai quali il mio modo di ragionare è cambiato. Ma soprattutto ho visto che esseri umani sono: curiosi, pazienti, rispettosi. Il contrario del fanatismo che a volte si intravede nei gruppi ‘pro scienza’ (certamente anche in qualche aderente al Cicap nei quali riconosco il me stesso di un po’ di anni fa, penso sia naturale alla fine).

In quell’anno ho avuto la fortuna di conoscere dal vivo James “The Amazing” Randi. Un grande illusionista, un grande divulgatore scientifico. Un gigante che ha ispirato, diventandone anche amico, un altro gigante a noi più noto: Piero Angela. Il Cicap è figlio di quell’incontro.

Il Randi che ho visto io era un nano, ma solo fisicamente sia chiaro. Ingobbito, pochi capelli e la sua lunga barba bianca. Venne a Padova per una cena al Castello di San Pelagio, l’evento clou era a Milano se non ricordo male.

Aveva uno sguardo magnifico, dal vivo ancora più che in foto o video, penso che sia stata la sua vera fortuna scenica, più dei trucchi usati per divincolarsi dalle situazioni più difficili.

C’era una troupe che lo seguiva con telecamera e microfono, stavano facendo delle riprese per un bellissimo documentario sulla sua vita uscito qualche anno più tardi, si chiama A Honest Liar (Un onesto bugiardo) e si trova in rete con i sottotitoli in italiano.

Randi sapeva fare alla perfezione lo sguardo interrogativo, da indagatore, da detective del mistero. E lo era, indagatore e detective.

Al tempo in cui iniziò la sua attività lo “scetticismo” indagava il paranormale, roba che oggi magari ci fa sorridere, ma che durante la Guerra Fredda e poi negli anni a venire era presa abbastanza sul serio e aveva una base di ‘credenti’ piuttosto estesa anche da noi e qualcosa la si vede ancora oggi. In tanti ancora si ricordano il piegatore di cucchiaini Uri Gheller, ma Randi ha avuto a che fare anche con santoni e guaritori di varia natura, gente senza scrupoli pronta a imbarcare montagne di soldi sulla credulità e la disperazione delle persone. Poi ha espanso il suo campo di ricerca verso le pseudoscienze, l’omeopatia ad esempio:

Ha dedicato gran parte della sua vita a metterci in guardia, a farci vedere che possiamo pensare di essere dei grandi esperti di qualcosa, ma che è facile ingannarci per chi lo sa fare. Ed è tanto più facile ingannare delle persone che hanno bisogno di credere in qualcosa, che vogliono crederci per qualche motivo, siano esse scienziati che hanno a che fare con la telecinesi, siano esse donne e uomini disperati che credo di potersi far guarire dal predicatore di turno. È stato un uomo che ne ha ispirato tanti altri per la ricerca del bene comune, o almeno di una delle sue forme.

Ma non volevo scrivere una biografia apologetica, volevo solo salutarlo da questo minuscolo spazio.

James Randi è morto il 20 ottobre e un piccolo pezzo di questo blog se n’è andato con lui: il motto che si legge sotto il titolo è una sua citazione:

“No amount of belief make something a fact”

Mancherà.

Farewell, Amazing Randi


Scienza e complessità

complexityUn po’ di anni fa ero molto contrario – almeno in modo superficiale – alla “vivisezione”. Se mi aveste chiesto cosa ne pensassi degli esperimenti scientifici sugli animali, vi avrei risposto che era roba da multinazionali senza scrupoli.

Un po’ di anni fa ero anche contrario agli Ogm e alle biotecnologie nel campo agro-alimentare. Se mi aveste chiesto cosa ne pensassi, vi avrei risposto che era roba da multinazionali senza scrupoli.

Non ho ricordi precisi, ma non è improbabile che avrei dato credito anche le scie chimiche. Sicuramente, dopo aver ascoltato una conferenza di Giulietto Chiesa dal vivo, propendevo per la “teoria del complotto” sull’11 settembre.

Prendevo per buone le mirabolanti capacità della Biowashball sponsorizzata da Beppe Grillo, energia nucleare rauss. pussa via.

Non ho mai fatto ‘attivismo’, ma probabilmente solo perché non ne ho avuto l’occasione, sono rimasto senza l’impulso giusto.

Poi è successo qualcosa, non so bene cosa. So che mi sono fermato, ho orientato lo sguardo anche dall’altra parte e ho iniziato a cercare. Ho provato a leggere le opinioni di chi non la pensava come me, ad accostarle con quelle che, ai tempi, formavano anche la mia (superficiale) conoscenza delle cose.

Ho scoperto che quel che ritenevo di sapere era perlopiù sbagliato- Semplice, facile da capire, ma sbagliato.

Poi, per diverso tempo, ho avuto una specie di reazione. Sono diventato quasi un ‘talebano della razionalità’ – questo blog ancora conserva campioni di quella reazione e li tengo come memento -, convinto a volte di poter portare l’acqua della verità al mulino dei fessi dal quale ero fuggito. Ero uno da animalari in lungo e in largo per intenderci.

Nel frattempo ho frequentato un master in giornalismo scientifico, mi sono confrontato con altre persone e, anche se ci ho messo un po’, mi sono di nuovo fermato, mi sono di nuovo seduto e i ‘luoghi’ da guardare sono diventati molteplici.

Continuo a pensare che la razionalità sia l’obiettivo primario da raggiungere quando si devono prendere decisioni, e che il metodo scientifico sia il bastone più solido e concreto su cui poggiarsi e fare affidamento per non barcollare troppo. Ma penso anche che il mondo sia molto complesso e che dividere il mondo in due fazioni, da una parte i razionali, dall’altra gli scemi, sia scorretto, oltre che falso. Era un concetto che al master hanno cercato (e si continua a farlo) di costruire fin da subito, ma mi ci è voluto un po’ per apprenderlo e capirlo.

Non sto parlando delle frodi conclamate, ma dei processi che portano le persone a credere in determinate cose e perfino a battersi per esse, non di rado cercando supporti che, per quanto alla fine possano risultare deboli, sono di tipo ‘scientifico’. Oppure della necessità di considerare sempre i fattori e i contesti – sia grandi che piccoli – dai e nei quali si sono sviluppate certe idee, certe prese di posizione, certe battaglie senza limitarsi al giudizio vero/falso, giusto/sbagliato dal solo punto di vista scientifico, perché spesso non basta.

Ora, non voglio tirarvi un pippone su questa “terza fase”, però vorrei condividere alcune osservazioni fatte da Andrea Ferrero sul numero 21 (Anno 6, Primavera 2015, pagg. 62-64) della rivista del Cicap, Query, che ho trovato molto sensate e… razionali per cercare di costruire un dialogo costruttivo. Niente di risolutivo ma, credo, il punto di partenza giusto.

[…] non sempre è possibile isolare i problemi da solo punto di vista scientifico e le posizioni pubbliche che prendiamo limitatamente a quel punto di vista hanno delle conseguenze più generali, di cui non possiamo ignorare la responsabilità.

Lo sottolineo perché l’esperienza mostra che è facile cadere nell’errore di pensare che il punto di vista scientifico sia l’unico che conta, errore che riassumerei nel detto “se tutto quel che hai è un martello, tutti si sembra un chiodo” (succede spesso, per esempio, nel dibattito sulla sperimentazione animale). Per evitarlo bisogna fare uno sforzo di umiltà, cosa non sempre facile, soprattutto per chi è abituato dalla discussione sull’esistenza dei fenomeni paranormali a considerare il proprio punto di vista come risolutivo.
[…] Penso che diventi ancora più importante il principio di criticare le idee anziché le persone e di evitare la divisione artificiale tra “scettici” e “fuffari”: il mondo è complicato e non esistono due fronti omogenei che si fronteggiano, ma tante divisione, diverse a seconda dell’argomento, che si intersecano tra loro.

Dovremmo inoltre evitare di difendere “la scienza” in blocco: non c’è niente di male a difenderne certi aspetti e criticarne altri. Divulgare le conoscenze scientifiche e difendere i metodi e i valori della scienza non significa ignorare i problemi della comunità scientifica o i possibili rischi delle applicazioni tecnologiche.
Per esempio, quando si parla di medicina, oltre a smascherare le bugie degli omeopati, è bene criticare anche quelle dell’industria farmaceutica.
Non è questione di “buonismo” o di politicamente corretto, ma di rigore logico e onestà intellettuale.

Le scie com…chimiche esistono!

immagine presa da: http://divilinux.netsons.org/archives/1355/a-cosa-servirebbero-i-flaps/

Volo Pisa-Creta.

Prendi Ryanair che costa poco.

Questi pazzi fanno i prezzi stracciati, ma li paghiamo cari. Irrorano l’aria con le loro sostanze per farci ammalare, tenerci sotto controllo con quelle frequenze sparate dal dannato HAARP, quella roba che provoca anche i terremoti, spopolare il mondo.

Maledetti, con le loro chemtrails.

Però a Creta ci devi andare e che fai? Ci vai a piedi? Prendi l’aereo. Per forza!

Vabbé dai, fa nulla se coi tuoi soldi contribuisci a distruggere l’umanità, che poi forse abbiamo il rimedio: un bicchiere d’aceto sul davanzale della finestra, qualcuno ha vinto la sua battaglia facendo i risciacqui con acqua ossigenata.

Però…però almeno li freghi. Prendi il kit per il prelievo, dicono che non facciamo analisi in quota per dimostrare le nostre fandon…teorie. No, basta, adesso basta.

L’aero si alza, ti guardi con circospezione, quella hostess vestita da canarino ti fissa, sanno chi sei. Fanno finta di nulla, ti distraggono col gratta e vinci, che poi chissà di cosa è composta quella roba che gratti via. Ti ammaliano con le sigarette che non si fumano. Ti stordiscono con quei panini succulenti. Ma tu no, concentrato, estrai il kit e prelevi. Prelevi la polvere dai seggiolini. Li freghi quei rettiliani antropomorfi del NWO! Alla faccia tua Simone Angioni!

Fatto, sei sudato, ti guardi intorno. Perché il tuo vicino ti fissa? Sarà una spia? Quel naso grosso non ti convince, fai finta di nulla.

Inizia l’atterraggio, sudi di nuovo per la paura, questi maledetti pur di avvelenarci prendono piloti che non sanno atterrare senza farti venire un colpo, ci credo che poi scatta l’applauso…e quella trombetta messicana, ci vorranno forse abituare all’annuncio dell’Apocalisse?

Sei a Creta, serate bestiali, la gente ti fissa, uomini in giacca e cravatta ti guardano strano. Poi fa caldo, troppo caldo per essere estate.

Torni in Italia, strano che non ti abbiano fermato all’aeroporto. Però quello sbirro, quella finta famiglia che si abbracciava e il padre che ti guardava…

Contatti Lui.

Non puoi parlare di queste cose al telefono, loro controllano. Mandagli un’ e-mail.

Vi incontrate di nascosto, non si sa come, non si dove, non si quando.

Fuori piove, quella merda che irrorano ti svernicia la macchina. E poi è settembre cazzo! Non può piovere, mai successo, non prima che arrivassero con i loro sciagurati aerei camuffati.

Gli consegni la bustina col campione.

Hai fatto il tuo dovere e Rosario farà il suo.

E’ passato un po’ di tempo, Rosario non è solo un geometra, è un eroe, nonostante le cause giudiziarie a cui lo sottopongono (a proposito, ricordati di fargli un accredito con PayPal) sfida tutti: Straker, il Tanker-Enemy che non ha paura, lo dice chiaro e tondo, <<analisi in quota>>, il tuo campioncino prelevato dai sedili durante il volo, analizzato e svelato. Ha pubblicato tutto su internet!

Sei un mezzo eroe.

L’altra metà è Rosario che ha il coraggio di pubblicare le analisi fatte da un laboratorio di fiducia, non si da dove non si quando.

Certo, ha cambiato la descrizione del campione; dicono che è falsa perché i font, i caratteri dove c’è scritto “Polvere interno Ryanair Pisa-Creta”, sono diversi da tutto il resto e allora gli è toccato fare un’aggiunta, specificare che quella roba la ha scritta lui per coprirti. E’ così, come si fa a pensare altrimenti? Poteva stare più attento, ma questi bastardi sono pronti a contestarti qualsiasi cosa. Vabbé capita, l’avrà colpito la foga della rivelazione. Non c’è nient’altro che non vada, è tutto giusto. Solo che  gli hai dato polvere e l’hanno trasformato in liquido. Ma queste sono cose da scienziati, non credete a quelli che dicono che Rosario ha preso un’analisi di qualcos’altro e poi ha cambiato la descrizione. Rosario non falsifica!

E’ la prova. Bario, Cadmio e Alluminio al di sopra dei limiti. In volo! Quell’aria, quella nella cabina passeggeri la prelevano da fuori. Si va a depositare li, proprio li negli agganci dei sedili dell’aereo, le zone solitamente più pulite.

E’ avvelenata!

Bastardi!

Ecco le vostre analisi in quota!

Non servono più le altre analisi, sempre in quota ma un po’ più complicate che chiedono quei saputelli del CICAP, pagati dalla CIA e comandati da Piero Angela, rettiliano massimo. Il rasoio di Occam vi piace? Questa è la scelta più semplice: salire su un aereo e prelevare campioni degli interni, però quando è in volo! Sei un vero scettico.

Cosa vogliono di più?

Che tu vada in alto mentre un aereo vola e raccogli campioni delle scie? Perché non ci mandano Paolo Attivissimo se hanno il coraggio?

Ma adesso basta, il mondo sa. Puoi dormire tranquillo, nessuno sa chi sei e Rosario non parlerebbe mai con nessuno.

Metti l’aceto sul davanzale, la cuffia di stagnola, e dormi, senza interferenze.

Non pensare più alle cose brutte,

dormi,

dormi,

fai bei sogni.

P.S.

1) rivendico il diritto di scherzare prima che Rosario “Querelo” Marcianò si attivi

2) i fatti narrati sono frutto della mia fantasia, ma qualche personaggio è reale, tipo Paolo Attivissimo e nonno Piero Angela. Rosario Marcianò mi dicono sia reale anch’egli ma per me è frutto della sua immaginazione.

3) fonti:

http://www.tankerenemy.com/

http://www.tanker-enemy.com/PDF/analisi-campione-polvere-ryanair.pdf

http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=Forums&file=viewtopic&t=52498

http://attivissimo.blogspot.it/search/label/scie%20chimiche

http://blogarea.eclisseforum.it/cogitoergosum/2012/09/29/quando-si-tocca-il-fondo/

http://www.scetticamente.it/index.php?option=com_content&view=article&id=177%3Ascie-chimiche-finalmente-una-prova&catid=41%3Acomplotti&Itemid=66

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