Le parole giuste

Campo coltivato con mais transgenico Mon810. Autore Hannob/Wikipedia.

L’altro giorno in redazione ho avuto sott’occhio un comunicato stampa della Coldiretti: diceva che andavano a spiegare “il caso Coldiretti” -l’impegno per il made in Italy, la valorizzazione della figura dell’agricoltore ecc ecc- agli studenti di Economia dell’Università di Ferrara, provando a trattare la questione in chiave di marketing.

Nel mio piccolo, vi faccio anche io una piccola lezione (sto scherzando) sul “caso Coldiretti”, cercando di evidenziare con un recente caso di studio come si possa fare marketing inventandosi una realtà che non esiste, fidelizzando al contempo i consumatori.

Vero disastro ambientalerischio, allarme, provocazione, mancata assunzione di responsabilitàsituazione gravissima, reale pregiudizio per l’identità del patrimonio agroalimentare non solo regionale

Parole a caso? Quelle che ho raccolto sopra sono tutte descrizioni di un medesimo fatto tratte dalle dichiarazioni di Coldiretti (che fra i suoi mantra ha l’opposizione assoluta agli OGM e al biotech) contenute in comunicato poi diffuso dalla stampa.
Un agricoltore friulano -Silvano Della Libera-, come suo diritto, ha coltivato del mais transgenico e, come da buone pratiche agricole, ai bordi ha piantato alcuni metri di mais isogenico (o tradizionale, se ci fa sentire più sicuri): la zona rifugio. La Guardia Forestale ha fatto dei controlli e ha rilevato che…tutto era più che sicuro. Solo che dall’audizione al Senato del capo del Corpo Forestale Cesare Patrone e, di rimbalzo, sui media nazionali è uscita la notizia che il 10% del mais coltivato nei campi circostanti sarebbe contaminato da quello OGM. Notizia su cui Coldiretti -non dev’esserle parso vero- si è avventata subito, rimarcando la propria posizione contraria e lanciando l’allarme contaminazione (diffuso in lungo e in largo), parlando di pericoli e chiedendo interventi tempestivi dall’alto.

La vera notizia. Come mostrato da Prometeus (cliccateci sopra, ci sono le figure che spiegano meglio di mille parole), e come confermato anche ufficialmente dalla Forestale alla Camera dei Deputati, il grande disastro consisteva in realtà nella sporadica presenza di OGM in una sola striscia, in un solo lato e nelle sole file a diretto contatto fra zona rifugio e campo coltivato a OGM. Diciamola in un altro modo: le indagini della Forestale hanno confermato, se ce ne fosse ulteriore bisogno, che le buone pratiche agricole per la coltivazione di OGM rendono tali colture sicure anche dal punto di vista delle tanto temute contaminazioni.

Marketing di successo. Nessuno legge la smentita. È un dato di fatto, se una notizia sbagliata viene lanciata, è lei, non la sua correzione, a dominare. Un’associazione corretta, di fronte alla realtà, preparerebbe subito un comunicato in cui chiede scusa ai consumatori e al pubblico tutto per aver sostenuto con toni allarmistici una boiata. Ma quando i propri valori e le proprie posizioni -il ‘caso Coldiretti’ insomma- si fondano sul marketing, l’importante è far arrivare il proprio messaggio ai destinatari. Ed è esattamente quel che è successo parlando di contaminazione, disastro e rischio. Coldiretti, pronta ad intervenire e probabilmente (vista la sua influenza mediatica) a diffondere la notizia, non a caso, dal 15 novembre, giorno in cui la Forestale ha direttamente smentito l’esistenza del benché minimo disastro ambientale, non è più intervenuta sulla questione.

D’altronde, che senso avrebbe? Il messaggio, quello che gli OGM sono pericolosi, è andato a segno grazie al sapiente uso delle giuste parole per creare agitazione e paura fra i consumatori che così vedono un baluardo difensivo in chi, con le sue denunce e le sue richieste a difesa del patrimonio italiano, si erge a prode paladino del loro benessere.

Una strategia di comunicazione eccezionale. Una mossa di marketing ben riuscita.

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Le prossime battaglie rivoluzionarie che non vorrei vedere in Parlamento

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Dopo queste elezioni ci sono due vincitori e uno sconfitto. Fra i due vincitori uno lo è perché era stato dato per morto troppo prematuramente e invece ha confermato di essere un grande illusionista (anzi un grande raggiratore, perché gli illusionisti seri sono fatti di altra pasta e sono piacevoli). L’altro ha vinto, punto e basta.

In queste ore si discute di coalizioni improbabili: ho appena sentito Maurizio Lupi del Pdl dire che, più o meno, si potrà tirare su un governo di larghissime intese per fare quelle riforme, più simboliche che necessarie (ma pur sempre giuste), mantra del popolo grillino: riduzione del numero dei parlamentari, riforma della legge elettorale (e sarei proprio curioso di vedere come, ora che i partiti grossi sono tre e non due), riduzione delle indennità per i parlamentari ecc ecc.

Ma il primo partito italiano, il M5S avrà o no il diritto di vedere il proprio programma accolto e le proprie idee ascoltate dal prossimo governo che avrà vitale bisogno di loro per esistere?

Tipo, quando nel programma del M5S si parla di informazione sulla salute e si vogliono promuovere stili di vita più sani, dare più peso alla prevenzione che alla cura, tra le altre cose si sostiene di voler ridimensionare la portata degli screening, delle diagnosi precoci e della medicina predittiva perché spesso risponde a logiche commerciali. Ora, in linea generale è ampiamente condivisibile l’idea di voler “educare” a uno stile di vita migliore piuttosto che arrivare quando il danno è fatto, ma cosa significa esattamente ridimensionare le attività di screening ecc? Perché, si badi bene, sono proprio quelle attività che permettono a molte persone di poter curare le malattie “in tempo”. Anche gli screening sono attività preventiva, fra le più importanti, quindi in che senso ridurla? E poi chi dice che anche l’alimentazione sana non sia pervasa da logiche commerciali (lo si potrà vedere più sotto con gli ogm)?

E che dire della fede che viene riposta da molti sostenitori del M5S e quindi, immagino, anche da molti eletti di oggi, in alcune bufale scientifiche perpetrate dal loro guru che se perseguite in Parlamento avrebbero una portata distruttiva:

Aids che non esiste (anzi Hiv che non esiste, con un virus mai fotografato)

vaccini dannosi e inutili

-efficacia del Metodo Di Bella

-pericolosità degli Ogm (o pomodori antigelo che uccidono persone, mettetela come vi pare)

inutilità della sperimentazione animale perché così dicono la Lav e Equivita

Ora mi chiedo, ma nel prossimo governo i grillini perseguiranno politiche indirizzate a togliere finanziamenti per la lotta all’Aids? Basta con la ricerca sui vaccini e basta con le vaccinazioni obbligatorie/facoltative? Basta con la ricerca biomedica in Italia? Voteranno una moratoria contro gli Ogm rispondendo affermativamente alle richieste dalla lobby (buonissima e giustissima e santissima si intende) Coldiretti-Slow Food-Coop  e daranno un si incondizionato alla promozione esclusiva del biologico, al Km0 e alle produzioni made in Italy convinti che sia tutto oro quel che luccica (se luccica)? Faranno diventare il Metodo Di Bella la cura contro “Il Cancro” in Italia? Verranno tagliati i fondi per le attività di diagnosi preventiva in quanto asservita a logiche commerciali e addirittura dannosa?

Il profeta Giuliani, ritornatomi ora in mente,  verrà messo a capo dell’Ingv o della Commissione Grandi Rischi essendo capace di prevedere terremoti con tecniche conosciute solo a lui e che i grandi della Terra vogliono nasconderci?

Insomma, tutte queste idee si trasformeranno in atti legislativi concreti? C’è questo rischio? Se si, queste elezioni sono andate molto peggio di quanto sembri. Eterno ritorno di Berlusconi a parte.