Fahrenheit Langone

Camillo Langone è uno di quegli esempi di pseudo giornalismo a cui non vorrei mai avvicinarmi neppure per constatare se sia vivo o morto (il giornalismo intendo). Se vi state chiedendo chi diavolo sia, bé è quello che qualche mese fa propose di togliere i libri alle donne, ché così avrebbero fatto più figli. È anche uno che ha criticato uno studio che prediceva il nostro diventare vegetariani entro il 2050 non con motivi scientifici, ma perché nella Bibbia Gesù magna l’agnello pasquale.

In quattro parole: è un cattolico bigotto. Talmente bigotto -a suo modo si intende, non voglio offendere bigotti di altra pasta- che oggi se n’è uscito -su Il Foglio di Elefantino Ferrara, dove sennò?- con queste parole a proposito del rogo della Città della Scienza a Bagnoli:

 Ho scoperto che nei capannoni dell’ex Italsider si propagandava l’evoluzionismo, una superstizione ottocentesca ancora presente negli ambienti parascientifici (evidentemente anche nei residui ambienti cantautorali). Il darwinismo è una forma di nichilismo e secondo il filosofo Fabrice Hadjadj dire a un ragazzo che discende dai primati significa approfittare della sua natura fiduciosa per gettarlo nella disperazione e indurlo a comportarsi da scimmia. Dovevano bruciarla prima, la Città della Scienza.

Che si può dire per descrivere la stupidità di quest’uomo che boccia il darwinismo (magari il neo-darwinismo) come una superstizione ottocentesca? Lui che crede ciecamente in un essere supremo che nessuno ha mai visto, incarnatosi in un uomo dai poteri magici (tipo trasformare l’acqua in vino, una capacità che valeva oro già allora, o resuscitare Lazzaro, o guarire ciechi con un impasto di sputo e polvere) che per salvarci dal peccato originale commesso da due individui di fantasia protagonisti di una favola sarebbe dovuto morire su una croce, tradito da un suo discepolo oggi dileggiato da tutti ma senza il quale non si sarebbe mai avverata la profezia del dio ebraico, profezia che gli stessi ebrei non credono essersi ancora avverata? Eh? Che dire? Che dire di un miserabile che nella sua pseudocultura si  compiace di metodi degni dell’inquisizione, dove chi fa paura alla propria ignoranza viene bruciato e immolato a quel dio che nella favola della Genesi aveva voluto punire l’Uomo proprio per aver aspirato alla conoscenza?

Nulla. Sforziamo di provare compassione per quest’uomo miserabile, esempio per tutti di come non essere.

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Fatevi un regalo, perdete la fede.

Ci accingiamo a festeggiare il 2012esimo compleanno di una divinità che si è fatta uomo. A livello culturale e sociale da tanto tempo il natale si è ormai trasformato in una celebrazione ‘pagana’ e sinceramente non mi da troppo fastidio. Per me e per molte altre persone è l’occasione di rivedere familiari e amici e passare del tempo con loro. Per questo non sono contrario alla sua esistenza come festività ‘laica’, anche se la scusa della sua origine divina non mi sfiora affatto. Potrebbe essere un portato storico fossilizzato nella cultura sociale occidentale, slegato ormai dalla loro provenienza religiosa, così come questa celebrazione cristiana trova spunto da altri culti religiosi. Si tratterebbe solo di un processo di metabolizzazione.

Non c’è dunque niente di male nel trovare l’occasione di festeggiare qualcosa rimodellando il substrato culturale che vi sta alla base e conformandolo a idee e più vicine al nostro mondo e alle nostre conoscenze. Fargli fare un ulteriore salto e farlo diventare una festività laica, in cui si celebrino i valori dell’umanesimo e non una mitologica nascita divina.

Molti sostengono che i valori dipendono dalla postulazione di una divinità che in qualche modo faccia non solo da giudice al momento della morte, ma anche da monito durante la vita. Come se senza la minaccia divina gli uomini si potrebbero sentire autorizzati a farsi del male l’un l’altro, essendo liberi da vincoli assoluti. Ovviamente non è così, molti valori odierni -giustificati su base religiosa- sono l’esatto opposto di quelli di 2000 anch’essi poggiati su base divina. Il Dio violento, meschino, vendicativo, geloso, del vecchio testamento sembra essere stato spazzato via oggi da ideali di amore e generosità che però devono conciliarsi con altri postulati morali che sembrano avere il carattere della perentorietà (basti pensare alle recentissime dichiarazioni papali sull’omosessualità, dove l’amore reciproco fra persone dello stesso sesso diventa addirittura una minaccia alla pace e all’ordine naturale divinamente stabilito, come se l’uomo con i suoi comportamenti non appartenesse esso stesso alla natura). Ciò significa con più probabilità che non c’è un dio che offre un mazzo di carte con valori determinati e immutabili a seconda del periodo e di chi ha davanti a se, ma che siamo noi uomini nella nostra evoluzione culturale a selezionare i valori che ci permettono un’esistenza migliore. È possibile che esistano dei valori assoluti, ma è più probabile che dipendano dalla fisica e dalla biologia del nostro cervello che dalle decisioni di una mente complessa, infinita e fuori dal tempo (tutto ben spiegato da Sam Harris in Il paesaggio morale. Come la scienza determina i valori umani)**.

Il mio regalo natalizio ai lettori di questo blog è allora una serie di video con i sottotitoli italiani, editati dall’utente antifuffa83 (anche antiteista83), di una trasmissione andata in onda in Inghilterra: si chiama The God Delusion -L’illusione di Dio- ed è stata realizzata da Richard Dawkins sulla scorta del suo omonimo libro L’illusione di Dio. Le ragioni per non credere.**

I video non riguardano solo la religione cristiana, ma anche quella ebraica e musulmana. Offrono interessanti spunti per ragionare sul loro significato e su quanta poca importanza diamo a noi stessi e alla meraviglia dell’Universo quando pensiamo che sia tutto merito di un dio. Fatevi un regalo questo natale, diventate fortemente agnostici (o atei di fatto). Vi assicuro che ogni meraviglia della natura, compresa vita, avrà un sapore diverso, molto migliore.

 

Effetto placebo

Tanto per incominciare sgomberiamo il campo da facili illusioni: no, nonostante il titolo, non parlerò di omeopatia!

Parlerò di religioni (lo so, anche quella omeopatica è una fede).

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Religion and Health avere un credo religioso è d’aiuto nel superare meglio le malattie. Sembra che basti un credo qualsiasi, dal Cattolicesimo al Buddhismo, passando per il Protestantesimo e il l’Islamismo.

Basta credere in qualcosa, che si chiami Yahweh o Allah o Nirvana poco conta, l’idea che la propria vita abbia un senso se si pensa di averne un’altra a disposizione sembra portare effetti benefici quando i tratti positivi di ciascuna credenza prendono il sopravvento e influenzano la personalità del credente-malato. Secondo i ricercatori il credo religioso si accoppierebbe bene con lo stress da malattia influenzandolo positivamente. Ovviamente non è tutto oro ciò che lucica, perché gli aspetti negativi delle religioni, che potremmo definire aspetti punitivi, possono portare alla depressione del malato che interpreta la malattia come volontà divina. Infatti il consiglio dato agli operatori sanitari è quello di assecondare gli aspetti “buoni”, positivi, di ogni credo spirituale in modo che influiscano positivamente sul decorso della malattia.

Esatto, non sono miracoli e non sono interventi divini, a meno che le divinità in questione non si chiamino Placebo (che poi se lo leggete in inglese e vi piace il gruppo musicale che porta lo stesso nome potrebbe anche darsi). Credere che qualcosa ci aiuti e ci faccia bene, ci aiuterà e ci farà bene. Ma non ci curerà e non ci salverà e non avrà influito volontariamente su di noi. Sarà solo il singolare punto di vista di ciascun “fedele” a darne questa interpretazione, ma la realtà ha confini ben più larghi.  Avere una “spiritualità positiva” è probabile che influenzi positivamente il decorso della malattia. Così come avere una “spiritualità negativa” è probabile lo influenzi negativamente. E’ una cosa che i ricercatori vedono ogni giorno quando fanno i trial clinici, una parte dei pazienti che assume dei placebo sentirà di star meglio o peggio, dipendendo molto da quanto si “crede” nella pillola che si ingurgita (più altri fattori). La religione funziona così, né più né meno. Una grossissima pillola di placebo spirituale che siamo abituati (stavo per scrivere costretti) a ingoiare fin da piccoli, composta da una raffinatissima polvere di irrazionalità, sostanza a metà fra ignoranza e falsità arcaiche.

La paura del cristianesimo

Il temibile generale supremo della Militia-Christi

Se uno ha con un uomo relazioni sessuali come si hanno con una donna, tutti e due hanno commesso una cosa abominevole; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro. »   (Levitico 18,22;20,13) [classico esempio di amore cristiano]

E’ bello vedere quanto i cristiani siano miti e buoni.

Il sito pontifex -che già più volte ha mostrato a tutti quanto i fondamentalisti (cristiani in questo caso) siano persone insulse con idee insulse- ha lanciato una campagna, un pubblico appello, per far chiudere tutti i gruppi che su facebook inneggiano contro la divinità (ovviamente solo quella cristiana, che è diversa e altra rispetto alle altre religioni monoteiste) e la sua religione. Lo fa mettendo un immagine di Mark Zuckerberg con kippah sulla testa, giusto per non farci scordare che il signorino è un deicida e ci deve qualche favore se vuole star tranquillo.. Bello anche notare come per ogni pagina segnalata ci sia una descrizione attenta degli amministratori/amministratrici:

Stranamente le pagine con più iscritti, guarda caso, sono gestite da omosessuali o omosessualisti, infatti ogni 3-4 post blasfemi, ne pubblicano uno, due contro l’omofobia… per la serie pretendono il rispetto ma non lo danno a nessuno.

Bella spiegazione logica..vabbé. Andiamo avanti, perché quelli di pontifex non sono gli unici (culturalmente pericolosi) fanatici sulla piazza. Ci sono anche quelli della Militia-Christi, l’esercito di Cristo (ovvero l’esercito di un personaggio di cui non si è neppure certi sia esistito…) che si è data la funzione di evangelizzare il mondo secondo questi principi:

L’accettazione o meno di Cristo come centro della propria esistenza costituisce il punto cruciale dell’esperienza umana, tanto nella vita privata che in quella pubblica. Questo punto emerge chiaramente sia dal diritto naturale, sia dal Magistero della Chiesa che dalla liturgia.

Il diritto naturale citato è talmente chiaro che non si premurano neppure di spiegarlo. Ma agiscono di conseguenza. In occasione del gay-pride a Roma si fanno scudo con le parole orribili e infondate di Giovanni Paolo II, personaggio la cui bontà è stata ampiamente sovrastimata:

A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l’affronto recato […] e per l’offesa ai valori cristiani di una città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo. La Chiesa non può tacere la Verità […] perché non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ci•ò che è male». (Beato Giovanni Paolo II, commento al gay-pride, nell’Angelus del 9 Luglio 2000)

«Manifestazioni del genere, che rivendicano orgogliosamente comportamenti innaturali, – scrivono poi in una nota i dirigenti dell’organizzazione Militia Christi – sono un’offesa per chi ancora ha a cuore una sana visione antropologica della società, sono un modello nefasto per i giovani oltre ad essere deleterie verso chi sente dentro di se tendenze omosessuali. Inoltre non servono a combattere i cosiddetti pregiudizi ma solo ad aumentare diffidenza, squallore, volgarità e irriverenza». si parla poi di «falsi diritti» e «comportamenti disordinati e dei quali bisognerebbe vergognarsi».

(fonte)

Ora, dato che parlano di diritto naturale e di comportamenti innaturali, ci spiegheranno cosa c’è di naturale nelle parole di un uomo volontariamente casto, che volontariamente decide di non procreare. Dato che ci sono ci spiegheranno anche cosa si può intendere naturale: lo schermo del pc su cui scrivono è naturale o è un abominio del diavolo? Respirare attraverso una macchina è naturale o è contro la volontà del divino che ci vorrebbe invece morti? Gli animali che si accoppiano anche con i loro familiari sono naturali o sono creature pervertite venute da Giove? Ci spiegheranno anche come possa essere una “visione antropologica” quella che fa riferimenti a una divinità invisibile e che basa la vita umana su una moralità e un’etica soprannaturali (e, quindi, per definizione non naturali, giusto per essere pignoli). E ancora, a proposito di “falsi diritti” ci potrebbero spiegare quali sono quelli “veri” e su quali immutabili basi?

Ovviamente nessuno spiegherà niente a nessuno, perché l’obiettivo di queste persone è portare avanti dottrine che non capiscono ma che accettano e basta, come bravi sudditi di un padrone geloso e più che mai irritabile.

Ecco, è di queste persone che ho timore, non di un fantomatico Dio, non di un fantomatico peccato commesso nei suoi confronti, non di un fantomatico inferno in cui finire una volta morto. Ho paura di questi uomini, che sono veri -in carne e ossa- e che possono fare realmente del male alle persone e alla società.  E sono sicuro che loro sono contenti di ciò, dato che è proprio la paura (di Dio, del peccato, dell’Inferno ecc) la base e il fondamento del loro pensiero.