Ricostruire una città, tutti insieme

Non c’è bisogno che vi racconti cosa è successo a Napoli e che fine ha fatto la Città della scienza [se non lo sapete potete trovare informazioni quiqui, qui e anche qui]. Fatto sta che è andata in fumo, bruciata per mano di non si sa chi e ancora non si sa per cosa, ma va ricostruita: era un simbolo di cultura, progresso, larghe vedute. Era un simbolo per la tanto bistrattata scienza in Italia. Non ci sono mai stato e me ne rammarico, non potrò più farlo. Potrò, io come tanti altri, andare a vedere ciò che noi tutti, agendo insieme, potremmo costruire già da oggi donando un piccolo contributo in denaro, oppure merci o perfino competenze utili.

Sul sito DeRev troverete tutte le informazioni utili (e ufficiali). Basta poco, ciascuno secondo le sue possibilità in questo momento di crisi. Ma non possiamo lasciare il sorriso stampato sulla faccia di chi ha voluto compiere questo scempio.

Erigere una nuova città della scienza -fino ad oggi  fonte di conoscenza e di lavoro-, un nuovo fortino per il sapere e per l’intelligenza in una città problematica come Napoli è un imperativo per non lasciare l’Italia in mano ai bravi dell’ignoranza e del sopruso. Diamoci da fare.

XXI Secolo (?)

Newton e la mela, chissà che non fosse dello stesso albero i cui frutti era proibito mangiare (si, lo so, Newton credeva in Dio, e allora?)

È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?”. Rispose la donna al serpente: “Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”. Ma il serpente disse alla donna: “Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male”. Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. » (Genesi 3,1-7 )

E noi gliene siamo grati.

Una bella collezione di perle raccolte dal giornalista di Repubblica Francesco Cocco ci racconta in pochi minuti chi e cosa contribuisce a mantenere l’Italia una nazione col freno a mano tirato in ambito scientifico e culturale, cercando ancora di salvarci da un racconto allegorico, da un peccato originale che in realtà sarebbe una benedizione: aver acquisito la conoscenza.

Buona visione:

http://video.repubblica.it/rubriche/allegro-purtroppo/te-lo-do-io-il-bosone-chiesa-vs-modernita/100085/98464