Distanze

Ma se uno come Davide Vannoni sente l’esigenza di prendere le distanze da te, suo ex compare di nefaste avventure, tu, Marino Andolina che tipo di persona sei?

Vannoni scarica Andolina e prende le «distanze»

 

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10 domande per te, adesso #Goliarispondi

Da ormai tanti mesi il programma Le Iene porta avanti una imbarazzante campagna pro Stamina e, soprattutto, pro Davide Vannoni nonostante i mille dubbi provenienti da più parti, non da ultimo, dalla magistratura.

Un programma che fa (farebbe) giornalismo d’inchiesta cade impietosamente davanti a un caso in cui le zone d’ombra su cui far luce sono troppe per esser tralasciate. Invece Giulio Golia, l’autore dei servizi, preferisce dimenticarsi tutto questo e portare avanti una specie di campagna pubblicitaria pro Stamina fatta a suon di immagini di bambini sofferenti e genitori -comprensibilmente- disperati. Un vero e proprio manuale di come NON svolgere correttamente una professione importante quanto delicata come quella del giornalista.

Alcuni giornalisti e comunicatori seri (Marco Cattaneo, Silvia Bencivelli, Salvo Di Grazia/Medbunker, Alice Pace, Emanuele Manietti e Antonio Scalari, con la collaborazione di Letizia Gabaglio) -che già hanno a più riprese e in vario modo messo in evidenza le enormi contraddizioni di tutta la vicenda- hanno deciso di sottoporre 10 domande alla redazione de Le Iene e a Giulio Golia. Eccole.

1. Perché voi delle Iene non spingete Davide Vannoni a rendere pubblico il metodo Stamina? Se è davvero così efficace, non pensa sia giusto dare la possibilità a tutti i medici e pazienti di adottarlo?

2. Nei suoi servizi per Le Iene ci ha mostrato alcuni piccoli pazienti in cura con il metodo Stamina. Dopo otto mesi e quasi 20 puntate, perché non ha mai coinvolto le altre persone che Vannoni dice di aver curato negli ultimi anni, invitandole a mostrare i benefici del metodo stamina?

3. Perché non ha mai sentito la necessità di dare voce anche a quei genitori che, sebbene colpiti dalla stessa sofferenza, non richiedono il trattamento Stamina e anzi sono critici sulla sua adozione?

4. Nel primo servizio su Stamina lei dice che Vannoni prova a curare con le staminali casi disperati «con un metodo messo a punto dal suo gruppo di ricerca». Di quale gruppo di ricerca parla? Di quale metodo?

5. La Sma1 non sarebbe rientrata nella sperimentazione nemmeno se il Comitato l’avesse autorizzata, perché lo stesso Vannoni l’ha esclusa, ritenendola troppo difficile da valutare in un anno e mezzo di studi clinici. Come mai continua a utilizzare i bambini colpiti da questa patologia come bandiera per la conquista delle cure compassionevoli?

6. Perché non ha approfondito la notizia delle indagini condotte dalla procura di Torino su 12 persone, tra cui alcuni medici e lo stesso Vannoni, per ipotesi di reato di somministrazione di farmaci imperfetti e pericolosi per la salute pubblica, truffa e associazione a delinquere?

7. Perché non ha mai interpellato nemmeno uno dei pazienti elencati nelle indagini della procura di Torino?

8. Perché ha omesso ogni riferimento alle accuse di frode scientifica da parte della comunità scientifica a Vannoni, al dibattito attorno alle domande di brevetto e alle controversie che hanno portato a un ritardo nella consegna dei protocolli per la sperimentazione?

9. In trasmissione lei fa riferimento alle cure compassionevoli, regolamentate dal Decreto Turco-Fazio. Perché non ha spiegato che il decreto prevede l’applicazione purché «siano disponibili dati scientifici, che ne giustifichino l’uso, pubblicati su accreditate riviste internazionali»?

10. Se il metodo Stamina si dimostrasse inefficace, che cosa si sentirebbe di dire alle famiglie dei pazienti e all’opinione pubblica?

Fonti:

Marco Cattaneo

Silvia Bencivelli

L’hashtag #Goliarispondi l’ho mutuato da Scientificast