Fatevi un regalo, perdete la fede.

Ci accingiamo a festeggiare il 2012esimo compleanno di una divinità che si è fatta uomo. A livello culturale e sociale da tanto tempo il natale si è ormai trasformato in una celebrazione ‘pagana’ e sinceramente non mi da troppo fastidio. Per me e per molte altre persone è l’occasione di rivedere familiari e amici e passare del tempo con loro. Per questo non sono contrario alla sua esistenza come festività ‘laica’, anche se la scusa della sua origine divina non mi sfiora affatto. Potrebbe essere un portato storico fossilizzato nella cultura sociale occidentale, slegato ormai dalla loro provenienza religiosa, così come questa celebrazione cristiana trova spunto da altri culti religiosi. Si tratterebbe solo di un processo di metabolizzazione.

Non c’è dunque niente di male nel trovare l’occasione di festeggiare qualcosa rimodellando il substrato culturale che vi sta alla base e conformandolo a idee e più vicine al nostro mondo e alle nostre conoscenze. Fargli fare un ulteriore salto e farlo diventare una festività laica, in cui si celebrino i valori dell’umanesimo e non una mitologica nascita divina.

Molti sostengono che i valori dipendono dalla postulazione di una divinità che in qualche modo faccia non solo da giudice al momento della morte, ma anche da monito durante la vita. Come se senza la minaccia divina gli uomini si potrebbero sentire autorizzati a farsi del male l’un l’altro, essendo liberi da vincoli assoluti. Ovviamente non è così, molti valori odierni -giustificati su base religiosa- sono l’esatto opposto di quelli di 2000 anch’essi poggiati su base divina. Il Dio violento, meschino, vendicativo, geloso, del vecchio testamento sembra essere stato spazzato via oggi da ideali di amore e generosità che però devono conciliarsi con altri postulati morali che sembrano avere il carattere della perentorietà (basti pensare alle recentissime dichiarazioni papali sull’omosessualità, dove l’amore reciproco fra persone dello stesso sesso diventa addirittura una minaccia alla pace e all’ordine naturale divinamente stabilito, come se l’uomo con i suoi comportamenti non appartenesse esso stesso alla natura). Ciò significa con più probabilità che non c’è un dio che offre un mazzo di carte con valori determinati e immutabili a seconda del periodo e di chi ha davanti a se, ma che siamo noi uomini nella nostra evoluzione culturale a selezionare i valori che ci permettono un’esistenza migliore. È possibile che esistano dei valori assoluti, ma è più probabile che dipendano dalla fisica e dalla biologia del nostro cervello che dalle decisioni di una mente complessa, infinita e fuori dal tempo (tutto ben spiegato da Sam Harris in Il paesaggio morale. Come la scienza determina i valori umani)**.

Il mio regalo natalizio ai lettori di questo blog è allora una serie di video con i sottotitoli italiani, editati dall’utente antifuffa83 (anche antiteista83), di una trasmissione andata in onda in Inghilterra: si chiama The God Delusion -L’illusione di Dio- ed è stata realizzata da Richard Dawkins sulla scorta del suo omonimo libro L’illusione di Dio. Le ragioni per non credere.**

I video non riguardano solo la religione cristiana, ma anche quella ebraica e musulmana. Offrono interessanti spunti per ragionare sul loro significato e su quanta poca importanza diamo a noi stessi e alla meraviglia dell’Universo quando pensiamo che sia tutto merito di un dio. Fatevi un regalo questo natale, diventate fortemente agnostici (o atei di fatto). Vi assicuro che ogni meraviglia della natura, compresa vita, avrà un sapore diverso, molto migliore.

 

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Effetto placebo

Tanto per incominciare sgomberiamo il campo da facili illusioni: no, nonostante il titolo, non parlerò di omeopatia!

Parlerò di religioni (lo so, anche quella omeopatica è una fede).

Secondo uno studio pubblicato sulla rivista Journal of Religion and Health avere un credo religioso è d’aiuto nel superare meglio le malattie. Sembra che basti un credo qualsiasi, dal Cattolicesimo al Buddhismo, passando per il Protestantesimo e il l’Islamismo.

Basta credere in qualcosa, che si chiami Yahweh o Allah o Nirvana poco conta, l’idea che la propria vita abbia un senso se si pensa di averne un’altra a disposizione sembra portare effetti benefici quando i tratti positivi di ciascuna credenza prendono il sopravvento e influenzano la personalità del credente-malato. Secondo i ricercatori il credo religioso si accoppierebbe bene con lo stress da malattia influenzandolo positivamente. Ovviamente non è tutto oro ciò che lucica, perché gli aspetti negativi delle religioni, che potremmo definire aspetti punitivi, possono portare alla depressione del malato che interpreta la malattia come volontà divina. Infatti il consiglio dato agli operatori sanitari è quello di assecondare gli aspetti “buoni”, positivi, di ogni credo spirituale in modo che influiscano positivamente sul decorso della malattia.

Esatto, non sono miracoli e non sono interventi divini, a meno che le divinità in questione non si chiamino Placebo (che poi se lo leggete in inglese e vi piace il gruppo musicale che porta lo stesso nome potrebbe anche darsi). Credere che qualcosa ci aiuti e ci faccia bene, ci aiuterà e ci farà bene. Ma non ci curerà e non ci salverà e non avrà influito volontariamente su di noi. Sarà solo il singolare punto di vista di ciascun “fedele” a darne questa interpretazione, ma la realtà ha confini ben più larghi.  Avere una “spiritualità positiva” è probabile che influenzi positivamente il decorso della malattia. Così come avere una “spiritualità negativa” è probabile lo influenzi negativamente. E’ una cosa che i ricercatori vedono ogni giorno quando fanno i trial clinici, una parte dei pazienti che assume dei placebo sentirà di star meglio o peggio, dipendendo molto da quanto si “crede” nella pillola che si ingurgita (più altri fattori). La religione funziona così, né più né meno. Una grossissima pillola di placebo spirituale che siamo abituati (stavo per scrivere costretti) a ingoiare fin da piccoli, composta da una raffinatissima polvere di irrazionalità, sostanza a metà fra ignoranza e falsità arcaiche.

XXI Secolo (?)

Newton e la mela, chissà che non fosse dello stesso albero i cui frutti era proibito mangiare (si, lo so, Newton credeva in Dio, e allora?)

È vero che Dio ha detto: Non dovete mangiare di nessun albero del giardino?”. Rispose la donna al serpente: “Dei frutti degli alberi del giardino noi possiamo mangiare, ma del frutto dell’albero che sta in mezzo al giardino Dio ha detto: Non ne dovete mangiare e non lo dovete toccare, altrimenti morirete”. Ma il serpente disse alla donna: “Non morirete affatto! Anzi, Dio sa che quando voi ne mangiaste, si aprirebbero i vostri occhi e diventereste come Dio, conoscendo il bene e il male”. Allora la donna vide che l’albero era buono da mangiare, gradito agli occhi e desiderabile per acquistare saggezza; prese del suo frutto e ne mangiò, poi ne diede anche al marito, che era con lei, e anch’egli ne mangiò. Allora si aprirono gli occhi di tutti e due e si accorsero di essere nudi; intrecciarono foglie di fico e se ne fecero cinture. » (Genesi 3,1-7 )

E noi gliene siamo grati.

Una bella collezione di perle raccolte dal giornalista di Repubblica Francesco Cocco ci racconta in pochi minuti chi e cosa contribuisce a mantenere l’Italia una nazione col freno a mano tirato in ambito scientifico e culturale, cercando ancora di salvarci da un racconto allegorico, da un peccato originale che in realtà sarebbe una benedizione: aver acquisito la conoscenza.

Buona visione:

http://video.repubblica.it/rubriche/allegro-purtroppo/te-lo-do-io-il-bosone-chiesa-vs-modernita/100085/98464

Libertà di dire che delle lacrime sono solo acqua

Una infografica interessante -presa da livescience.com e che riporta i dati 2012 del rapporto sulle libertà nel mondo elaborato della Freedom House– ci fa notare come più di un miliardo e mezzo di persone nel mondo non possano godere di quelle che noi “occidentali” chiamiamo libertà e diritti fondamentali. Il 23% della popolazione mondiale non ha la libertà di esprimersi sul proprio governo e non ha la libertà di esercitare i proprio diritti fondamentali.

 

Find out how many people around the world are living in repressive regimes with no personal freedom, in today's LiveScience GoFigure infographic.
Source:LiveScience

Ora, come avrete notato, l’India non è compresa fra le nazioni peggiori (né in quelle un po’ meno peggiori). Eppure in questi mesi l’India è protagonista di una vicenda orribile. Lo scettico e razionalista Sanal Edamaruku (Presidente della Indian Rationalist Association), rischia l’arresto per “offesa dei sentimenti religiosi“, per aver dichiarato che la lacrimazione di un Cristo in una chiesa cattolica di Mumbai era dovuta nient’altro che a un tubo che perdeva acqua. Lo ha fatto dopo aver visto di persona il presunto miracolo e dopo che, per giorni, decine di persone sono andate a omaggiare il Cristo, pregando, facendo offerte e portando a casa un po’ di quell’acqua, vicenda che ha portato Edamaruku a scagliarsi contro la Chiesa e il Papa che sfruttano il culto delle immagini lucrandoci sopra.

Sanal Edamaruku, che da tanto tempo si batte per anteporre la scienza alla superstizione, è stato fortemente criticato dalle autorità cattoliche di Mumbai che, per voce del Vescovo ausiliario Angelo Gracias, lo hanno invitato a scusarsi per aver “ferito” (?) la comunità cattolica (nessuna scusa invece per il falso miracolo e nessuna restituzione delle offerte?). Comunità la cui reazione non si è fatta di certo attendere: l’ Association of Concerned Catholics, il Catholic Secular Forum, l’Association of Concerned Catholics e il Maharashtra Christian Youth Forum hanno denunciato l’uomo per “dichiarazioni infamanti” contro la Chiesa e il Papa, pretenendo scuse ufficiali. Per queste accuse potrà essere arrestato: i giudici gli hanno negato la cauzione preventiva e la polizia si è già presentata due volte per arrestarlo.
L’arresto per aver sbugiardato un falso miracolo grazie al quale la Chiesa, che si dice sempre cauta e attenta prima di avvalorare certi fenomeni paranormali, ha ricevuto anche offerte monetarie (qui la cautela è un po’ meno rigida forse) è un fatto gravissimo. Per questo esiste una petizione per richiedere il ritiro delle accuse dalla testa di Sanal Edamaruku. Al di là di come la si pensi in tema religioso, non è possibile che in uno Stato democratico (quale è, pur con tantissimi difetti, l’India) si possa venir arrestati solo per aver criticato, anche aspramente, un’istituzione religiosa, per di più dopo aver svelato l’ennesimo finto miracolo. Anche questa è una libertà fondamentale.

Fonti:

http://www.uaar.it/news/2012/03/18/india-ateo-critica-miracolo-denunciato/

http://www.asianews.it/notizie-it/Acqua-dalla-croce-di-Irla.-Indiano-ateo-accusa-la-Chiesa-di-%E2%80%9Cfabbricare%E2%80%9D-miracoli-per-soldi-24218.html

http://blog.newhumanist.org.uk/2012/07/sanal-edamarukus-situation-worsens.html

La paura del cristianesimo

Il temibile generale supremo della Militia-Christi

Se uno ha con un uomo relazioni sessuali come si hanno con una donna, tutti e due hanno commesso una cosa abominevole; dovranno essere messi a morte; il loro sangue ricadrà su di loro. »   (Levitico 18,22;20,13) [classico esempio di amore cristiano]

E’ bello vedere quanto i cristiani siano miti e buoni.

Il sito pontifex -che già più volte ha mostrato a tutti quanto i fondamentalisti (cristiani in questo caso) siano persone insulse con idee insulse- ha lanciato una campagna, un pubblico appello, per far chiudere tutti i gruppi che su facebook inneggiano contro la divinità (ovviamente solo quella cristiana, che è diversa e altra rispetto alle altre religioni monoteiste) e la sua religione. Lo fa mettendo un immagine di Mark Zuckerberg con kippah sulla testa, giusto per non farci scordare che il signorino è un deicida e ci deve qualche favore se vuole star tranquillo.. Bello anche notare come per ogni pagina segnalata ci sia una descrizione attenta degli amministratori/amministratrici:

Stranamente le pagine con più iscritti, guarda caso, sono gestite da omosessuali o omosessualisti, infatti ogni 3-4 post blasfemi, ne pubblicano uno, due contro l’omofobia… per la serie pretendono il rispetto ma non lo danno a nessuno.

Bella spiegazione logica..vabbé. Andiamo avanti, perché quelli di pontifex non sono gli unici (culturalmente pericolosi) fanatici sulla piazza. Ci sono anche quelli della Militia-Christi, l’esercito di Cristo (ovvero l’esercito di un personaggio di cui non si è neppure certi sia esistito…) che si è data la funzione di evangelizzare il mondo secondo questi principi:

L’accettazione o meno di Cristo come centro della propria esistenza costituisce il punto cruciale dell’esperienza umana, tanto nella vita privata che in quella pubblica. Questo punto emerge chiaramente sia dal diritto naturale, sia dal Magistero della Chiesa che dalla liturgia.

Il diritto naturale citato è talmente chiaro che non si premurano neppure di spiegarlo. Ma agiscono di conseguenza. In occasione del gay-pride a Roma si fanno scudo con le parole orribili e infondate di Giovanni Paolo II, personaggio la cui bontà è stata ampiamente sovrastimata:

A nome della Chiesa di Roma non posso non esprimere amarezza per l’affronto recato […] e per l’offesa ai valori cristiani di una città che è tanto cara al cuore dei cattolici di tutto il mondo. La Chiesa non può tacere la Verità […] perché non aiuterebbe a discernere ciò che è bene da ci•ò che è male». (Beato Giovanni Paolo II, commento al gay-pride, nell’Angelus del 9 Luglio 2000)

«Manifestazioni del genere, che rivendicano orgogliosamente comportamenti innaturali, – scrivono poi in una nota i dirigenti dell’organizzazione Militia Christi – sono un’offesa per chi ancora ha a cuore una sana visione antropologica della società, sono un modello nefasto per i giovani oltre ad essere deleterie verso chi sente dentro di se tendenze omosessuali. Inoltre non servono a combattere i cosiddetti pregiudizi ma solo ad aumentare diffidenza, squallore, volgarità e irriverenza». si parla poi di «falsi diritti» e «comportamenti disordinati e dei quali bisognerebbe vergognarsi».

(fonte)

Ora, dato che parlano di diritto naturale e di comportamenti innaturali, ci spiegheranno cosa c’è di naturale nelle parole di un uomo volontariamente casto, che volontariamente decide di non procreare. Dato che ci sono ci spiegheranno anche cosa si può intendere naturale: lo schermo del pc su cui scrivono è naturale o è un abominio del diavolo? Respirare attraverso una macchina è naturale o è contro la volontà del divino che ci vorrebbe invece morti? Gli animali che si accoppiano anche con i loro familiari sono naturali o sono creature pervertite venute da Giove? Ci spiegheranno anche come possa essere una “visione antropologica” quella che fa riferimenti a una divinità invisibile e che basa la vita umana su una moralità e un’etica soprannaturali (e, quindi, per definizione non naturali, giusto per essere pignoli). E ancora, a proposito di “falsi diritti” ci potrebbero spiegare quali sono quelli “veri” e su quali immutabili basi?

Ovviamente nessuno spiegherà niente a nessuno, perché l’obiettivo di queste persone è portare avanti dottrine che non capiscono ma che accettano e basta, come bravi sudditi di un padrone geloso e più che mai irritabile.

Ecco, è di queste persone che ho timore, non di un fantomatico Dio, non di un fantomatico peccato commesso nei suoi confronti, non di un fantomatico inferno in cui finire una volta morto. Ho paura di questi uomini, che sono veri -in carne e ossa- e che possono fare realmente del male alle persone e alla società.  E sono sicuro che loro sono contenti di ciò, dato che è proprio la paura (di Dio, del peccato, dell’Inferno ecc) la base e il fondamento del loro pensiero.

Terremoto: Red Ronnie, HAARP e amenità religiose

Internet è una grande risorsa ma, come tutte le cose buone, ha il suo prezzo: in questo caso è l’imbecillità che non trova più freni e può espandersi senza filtri.

Dopo il terremoto che ha colpito parte dell’Emilia fra le giornate del 20 e del 21 maggio (che ho vissuto personalmente) hanno iniziato a farsi strada le solite, trite e ritrite, teorie di un progetto umano dietro la catastrofe, oppure di un destino già scritto e preannunciato dai Maya.

Ad iniziare tutto, questa volta, è stato Red Ronnie, imbecille maximo nazionale (potrei dire di peggio, ma magari sconfinerei negli insulti, mi limito qui a dire la verità su un uomo di spettacolo che non ha più senso di esistere, mediaticamente parlando) che, vivendo a Pieve di Cento, ha sentito bene le terribili scosse. Si è subito attaccato a Twitter per farci la cronaca dell’evento, rimandando a un articolo del sito nextme che collega una “profezia” Maya sull’eclissi solare e fenomeni sismici. Red fa 2+2 e ci spiega che il terremoto era previsto. Solo che Red non sa leggere, perché in quell’articolo i fenomeni sismici vengono collegati con le zone interessate dall’eclissi e la Pianura Padana non era certo fra quelle, a meno che non si sia spostata silenziosamente nel Pacifico.

Fosse rimasta ferma ai cinguettii deliranti del delirante Ronnie la questione non sarebbe neppure troppo interessante, ma il problema è che l’imbecille (non si offenda, lo è e non ci può far nulla, se non imparare a leggere meglio) è stato intervistato sia da Sky TG24 che dal TG1, prode alfiere del servizio pubblico che presta sempre volentieri il proprio supporto ai cialtroni (conosciuti anche come Roberto Giacobbo o i vari sensitivi/astrologi ecc onnipresenti).

Red Ronnie e il TG1 non sono gli unici a spargere sale sulle ferite, a far di peggio ci pensano i complottisti. Gianni Lannes, nel suo delirante blog Su La Testa, riaccende la miccia dei terremoti pensati a tavolino dall’esercito amerigano. I gringos stanno sperimentando a nostre spese nuove armi di distruzione per controllare l’intero Pianeta. Ovvero, nella pianura emiliana abbiamo subito un terremoto artificiale. Tutto causa del famigerato progetto HAARPHigh Frequency Active Auroral Research Program) che ha lo scopo ufficiale di ricercare nuovi canali di comunicazione radio a uso militare nella ionosfera ma che in realtà serve (secondo i complottisti, o ignoranti o creduloni o paranoici, chiamateli come vi pare) a creare una potente arma elettromagnetica per provocare terremoti e influenzare i fenomeni atmosferici (se vi vengono in mente i deliri sulle scie chimiche degli aerei siete sulla strada giusta). Si sa, Finale Emilia, San Felice, Sant’Agostino e Ferrara sono covi di terroristi rossi che l’avida massoneria imperialista vuole tenere a bada.

Finito? No, Alessandro Martelli, direttore del Centro ENEA di Bologna, afferma in un’intervista riportata da più parti (ex plurimis il sito web 6 aprile) che il terremoto era altamente probabile ed era stato previsto grazie a strumenti sperimentali. Perfino la Commissione Grandi Rischi era stata informata.  Da qui il grande scandalo: perché la popolazione non è stata avvertita? C’è forse un progetto sotto, magari collegato con lo scandaloso decreto legge del Governo che nega i risarcimenti di Stato alle vittime delle calamità naturali? Si può rispondere semplicemente chiedendo di rileggersi bene le parole di Martelli: da nessuna parte ha affermato che il terremoto fosse prevedibile con esattezza. Quel che ha affermato è che con gli strumenti attuali, peraltro sperimentali (sapete cosa significa e quali conseguenza porta l’aggettivo sperimentali, vero?), si è potuta calcolare una forte probabilità che un terremoto forte avvenisse nella zona. Punto. Nessuno può prevedere il quando il dove con precisione. Infatti lo stesso Martelli chiarisce che questi strumenti sarebbero idonei per programmare dei controlli sulla tenuta delle strutture, niente più. Anzi, dice esplicitamente che: “Non si possono immediatamente evacuare delle zone per mesi ma di sicuro si può verificare le strutture strategiche,  e organizzare la protezione civile, informare la popolazione su come si deve comportare.” Ottimo, ma quali popolazioni avvisare? Solo la provincia di Modena, anche quelle di Ferrara e Bologna. Perché non quella di Reggio Emilia. E Rovigo, Venezia? Mantova? Milano? Avvisiamo l’Italia intera?

Martelli prevede scosse distruttive al Sud, dove? Quando? Non ce lo sa dire e non ce lo dice perché non può. Le sue parole erano dirette al problema della prevenzione, al fatto di poter -forse, ribadisco che gli strumenti sono sperimentali- interpretare alcuni segnali sismici per rafforzare i controlli, preparare i soccorsi e tenerli in uno stato di vigile allerta. Ma qui affiora un problema di comunicazione del rischio: avvisare la popolazione di un probabile (ma non certo) evento terribile, che potrebbe verificarsi in un periodo di tempo piuttosto dilatato, non creerebbe forse crisi collettive di panico? Che impatto avrebbe sulla psiche delle persone? Se dopo 5 mesi non accadesse nulla, la gente non inizierebbe forse ad assuefarsi pericolosamente al rischio fino al punto di non considerarlo più? E che fare con la produzione industriale e agricola? Bloccarla?

Forse Martelli poteva soppesare di più le sue parole e “prevedere” che “molto probabilmente” sarebbero state lette come affermazioni di una possibilità reale e precisa di prevedere gli eventi sismici. Così non è e dire il contrario è terrorismo psicologico pseudoscientifico che non fa altro che esasperare gli animi delle persone e creare sfiducia verso le istituzioni (immediatamente identificate come colpevoli per non aver allarmato la popolazione) e la scienza (rea di voler nascondere la verità in nome di chissà quali interessi superiori).

Finito.

Anzi no, i deliri pseudoscientifici e complottisti sono stati affiancati dai deliri religiosi di Bruno Volpe e Carlo Di Pietro del sito internet iper cattolico Pontifex: il terremoto è un segno da decifrare,  la punizione del loro dio, che da un lato,  “è infinitamente buono, Essere misericordioso per eccellenza, non vuole il male dei suoi figli e non castiga nessuno. E’ il Dio della vita e la dona in abbondanza a chi segue il Suo amore ed i Suoi Comandamenti” salvo dimenticarsene e diventare infinitamente meschino, essere ripugnante per eccellenza che vuole il male dei suoi figli e castiga alla cieca, diventando il Dio della morte che la toglie in abbondanza indiscriminatamente, quando “Con la nostra cattiveria e fede inesistente, con il nostro egoismo, con la nostra indifferenza, costringiamo Dio ad acconsentire che accadano cose gravi: dei segnali da decifrare. A volte, Dio permette il male per arrivare al bene.” Capito? il Dio onnipotente costretto da noi esseri umili, suoi servi perpetui a punirci per le nostre malefatte. E’ un padrone che non vorrebbe picchiarci o ucciderci  ma che non esita a farlo quando non rispettiamo il suo volere colpendo alla cieca, prendendo i primi che trova, come le ritorsioni naziste. Ne ammazza 7 oggi (e 360 ieri a L’Aquila) per educarne 60 milioni. Il 20 maggio la nostra colpa era quella di essere in Emilia “ricca regione delle cooperative rosse“. 

“Avete dato davvero quello che potevate dare ai poveri o avete pensato solo per voi? Regione della promiscuità e del comunismo, avete davvero ringraziato Dio per tutta la fertilità che vi è stata gratuitamente donata?” Se non l’avete fatto (e non l’avete fatto) vi siete meritati il castigo e pazienza se a pagare sono inermi e indifesi, pazienza se a pagare sono paesini lontani dall’opulenza o onesti lavoratori.

Nessuno che sia in grado di pensare che le cose semplicemente accadono, che la tettonica a zolle spiega benissimo il terremoto dei giorni scorsi, quelli passati e quelli futuri senza scomodare piani super-segreti che chissà come mai sembrano essere la causa di tutte le tragedie del mondo contemporaneo (la Natura è ormai inerme spettatrice a quanto pare); nessuno che si rassegni al fatto che, per ora, non possiamo prevedere questi disastri (possiamo lavorare per cercare di evitarli il più possibile: con la prevenzione); troppi che leggono agghiaccianti segni divini in eventi tutto sommato normali, seppure atroci per noi uomini.

Ignoranza, paranoia e bigottismo spopolano in rete, utili solo a sviare le persone dai problemi veri e dalla ricerca di soluzioni vere. Internet è un mondo meraviglioso, ma purtroppo è colpito dal virus dell’imbecillità che si fa più forte nei momenti di crisi e durante le tragedie e ha bisogno di una robusta dose di anticorpi razionali.

Penso, quindi non credo

Una ricerca pubblicata su Nature ha mostrato come, più l’uomo si impegna a pensare in profondità il mondo che lo circonda, meno tende a credere nelle divinità (o in altri fenomeni paranormali aggiungo io).

Secondo i ricercatori, ben lontani dal voler asserire qualcosa di definitivo in materia, le strade di approfondimento potrebbero essere tre:

  1. il pensiero analitico inibisce in maniera diretta le cognizioni intuitive che formano la base del pensiero religioso (dunque della fede);
  2. lo sviluppo del pensiero analitico schiaccia quello intuivo ma lo lascia sopravvivere, in modo che i due possano coesistere ma senza che il secondo riesca a far emergere il pensiero legato alla credenze teistiche.
  3. Il due pensieri coesistono ma quello analitico porta a un abbandono ragionato delle credenze religiose e fideistiche

Il punto focale sta, dunque, nello sviluppo del pensiero analitico, quello che non si ferma alle apparenze e ai pochi dati sui quali basiamo la nostra cognizione intuitiva quella più superficiale che appartiene a tutti noi, indistintamente.

Più ci sforziamo di vedere la complessità, meno tendiamo ad associare tutto ciò che avviene in vista di un fine deciso da qualche agente soprannaturale (ciò che contraddistingue tutte le fedi religiose). Ovviamente, essendo il mondo -appunto- complesso, la ricerca non dimostra che non esiste alcuna divinità (cosa peraltro impossibile da dimostrare), né che tutti i pensatori più raffinati non abbiano alcuna fede religiosa. Ciò che mostra è che più pensiamo, meno crediamo. Ovvero, più pensiamo in modo analitico e meno siamo propensi a cercare scorciatoie cognitive per spiegare i fenomeni che ci circondano.

Allenarsi ad approfondire il proprio pensiero (cosa non semplice, perché non ci viene naturale dovendo lavorare nel campo della controintuizione) significa liberarci dalle risposte incatenanti delle fedi (religiose e non).

Vedi anche:

Le Scienze

Gli atei sono più intelligenti dei credenti? (in inglese)

Credenti e atei nelle varie Nazioni (in inglese)