Vaffanculo, stronzi?

Measles_rash_PHIL_4497_loresVaffanculo, stronzi. 

Una bambina di quattro anni è morta pochi giorni fa al Gemelli di Roma. È morta per un’encefalite molto probabilmente causata dalle complicazioni del morbillo.

La bambina, pare, non era stata vaccinata contro il morbillo e se così fosse la sua morte sarebbe stata probabilmente evitabile.

Secondo l’Huffington Post la famiglia della bambina aveva discusso a lungo sull’opportunità di fare le vaccinazioni e ha scelto per il no.

I genitori hanno fatto causa al Gemelli perché non avrebbero prestato le cure dovute, il Gemelli ha risposto che la colpa è dei genitori perché non hanno vaccinato la loro figlia.

I due genitori sono entrambi medici.

Vaffanculo, stronzi.

La notizia è stata, giustamente, ripresa da molti per sottolineare l’importanza delle vaccinazioni e la necessità di non abbassare la guardia, perché, ce lo ricorda anche l’OMS, è pericoloso e bla bla bla.

Sul web ha avuto molto successo un post-sfogo del blog Il ballo del cervello. Si intitola: Vaffanculo, stronzi (post ad alto contenuto di volgarità).

Condiviso, finora, 121 volte su Twitter, oltre 15mila su Facebook e 103 su Google +. Condiviso, s’intende, dalle menti razionali, da chi ai vaccini (giustamente) ci crede e da chi ha colto lo sfogo come una buona comunicazione nei confronti degli anti-vaccinisti e degli scettici. D’altronde lo spirito del post è quello:

È ora di finirla, ora che il morto lo avete avuto.

Siccome i due genitori-medici sono anti-vaccinisti, immagino che la finiranno adesso che hanno avuto il morto.

Immagino, dunque, che i ripetuti “vaffanculo, stronzi” siano rivolti anche a loro due.

Abbiamo così due genitori che hanno sbagliato (e non di poco), che per quello sbaglio hanno pagato già oggi un prezzo altissimo e che oltre 15mila menti razionali, quelle – s’intende – non colpite da analfabetismo funzionale, hanno pensato bene di mandare a fanculo, stronzi.

E d’altronde, se la scienza non è democratica (mantra sempre più comune che, per inciso, è molto criticabile) la ragione che la partorisce lo è ancora meno: se la scienza dice X, X si deve fare. Non sono ammessi errori, anche se in buona fede, tanto meno da parte di chi – in astratto – avrebbe tutti gli strumenti intellettuali per prendere decisioni corrette. D’altronde, noi menti razionali e razionaliste non sbagliamo, noi di fronte a un set di informazioni concordi prendiamo sempre le decisioni giuste. A noi, nel nostro campo di competenza che conosciamo a menadito, non capita mai di prendere decisioni sbagliate, meno che mai decisioni gravemente sbagliate.

Siamo quindi autorizzati a puntare il dito, in migliaia, verso chi sbaglia e non doveva, a prescindere dall’entità della pena che sta scontando e che sconterà in futuro.

Anzi, gliela diamo noi la pena: vaffanculo, stronzi.

Quella bambina morta per noi è un pretesto per dimostrare che avevamo ragione (avevamo e abbiamo ragione, certo), ma anche – in maniera subdola, indicibile e sicuramente inconsapevole – la giusta punizione per chi ha sbagliato, per chi non si è fidato della scienza e delle sue innegabili evidenze che noi indefessamente regaliamo al popolo.

Vaffanculo a voi (noi)

Ma ad andare a fanculo dovremmo essere anche noi, che approfittiamo di una tragedia per sfogare in maniera violenta (verbalmente, intellettualmente) la nostra rabbia, per lamentarci che, nonostante l’avessimo detto e ridetto, la gente non ci ascolta e non ci ascolta perché è intrinsecamente stupida: preferisce sempre gli occhioni dei beagle alle nostre verità.

Ad andare a fanculo dovremmo essere noi che, anziché lamentarci e far saltare il banco, stanchi perché perdenti, non ci rimbocchiamo le maniche per ricominciare da capo, per capire perché i nostri messaggi non arrivino a destinazione, per provare ad aggiungere nuovi attrezzi nella nostra cassetta, noi che ci ostiniamo ad usare il cacciavite a taglio laddove serve una chiave a brugola e incolpiamo la vite perché non è abbastanza intelligente da adattarsi ai nostri strumenti.

ho rubacchiato e riadattato per i miei propositi concetti trovati qua e là, in particolare da Giordano Masini (responabilità, errori) e Beatrice Mautino (attrezzi, cacciaviti e chiavi a brugola). Se trovate delle fesserie, ovviamente, l’unico responsabile sono io.