Neppure noi restiamo a guardare

Il 30 marzo scorso l’agricoltore Silvano Dalla Libera, agricoltore friulano che legittimamente deciso di seminare il mais Ogm Mon810 nei suoi campi – ha subito un violento attacco da parte di una decina di attivisti anti ogm di GlobalProject, soi disant ambientalisti, a volto coperto naturalmente. Sono entrati nel giardino, gli hanno riversato un container di letame all’entrata, imbrattato i muri di casa con delle scritte, lanciato fumogeni, rovinato la semina.

In una specie di avvertimento di stampo mafioso travestito da lotta per difendere l’ambiente, con una video testimonianza diffusa su YouTube questi criminali – non mi viene altro termine per definirli al momento – affermano: “Noi abbiamo deciso di non restare a guardare” per rivendicare le loro azioni contro una persona che combatte oggi quella che purtroppo è diventata una piccola-grande battaglia per la libertà.

Ecco – ed è un invito – noi persone civili facciamo altrettanto: non restiamo a guardare, facciamo sentire la nostra voce (anche flebile, come la mia), il nostro peso (chi ce l’ha), la nostra indignazione e condanna verso azioni di una simile violenza e anche verso chi, con il proprio potere politico (e parlo dei nostri ministri, della presidente della Regione Debora Serracchiani) fa costantemente da sponda a simili, ignobili, azioni.

Credo di essere molto distante dal pensiero politico di Dalla Libera (e da quello di Giorgio Fidenato che, come lui, si batte per la semina libera di OGM), ma in questa battaglia mi schiero dalla sua parte, perché è una battaglia civile, di buon senso e anche di libertà.

Neppure noi restiamo a guardare, e diciamo basta, una volta per tutte, a una simile, arrogante, violenza.

#iostoconDallaLibera

AGGIORNAMENTO: i vandali sono stati arrestati, Regione Friuli Venezia Giulia e Ministero dell’Ambiente hanno preso le distanze da loro (e ci mancherebbe…)

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