Le prossime battaglie rivoluzionarie che non vorrei vedere in Parlamento

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Dopo queste elezioni ci sono due vincitori e uno sconfitto. Fra i due vincitori uno lo è perché era stato dato per morto troppo prematuramente e invece ha confermato di essere un grande illusionista (anzi un grande raggiratore, perché gli illusionisti seri sono fatti di altra pasta e sono piacevoli). L’altro ha vinto, punto e basta.

In queste ore si discute di coalizioni improbabili: ho appena sentito Maurizio Lupi del Pdl dire che, più o meno, si potrà tirare su un governo di larghissime intese per fare quelle riforme, più simboliche che necessarie (ma pur sempre giuste), mantra del popolo grillino: riduzione del numero dei parlamentari, riforma della legge elettorale (e sarei proprio curioso di vedere come, ora che i partiti grossi sono tre e non due), riduzione delle indennità per i parlamentari ecc ecc.

Ma il primo partito italiano, il M5S avrà o no il diritto di vedere il proprio programma accolto e le proprie idee ascoltate dal prossimo governo che avrà vitale bisogno di loro per esistere?

Tipo, quando nel programma del M5S si parla di informazione sulla salute e si vogliono promuovere stili di vita più sani, dare più peso alla prevenzione che alla cura, tra le altre cose si sostiene di voler ridimensionare la portata degli screening, delle diagnosi precoci e della medicina predittiva perché spesso risponde a logiche commerciali. Ora, in linea generale è ampiamente condivisibile l’idea di voler “educare” a uno stile di vita migliore piuttosto che arrivare quando il danno è fatto, ma cosa significa esattamente ridimensionare le attività di screening ecc? Perché, si badi bene, sono proprio quelle attività che permettono a molte persone di poter curare le malattie “in tempo”. Anche gli screening sono attività preventiva, fra le più importanti, quindi in che senso ridurla? E poi chi dice che anche l’alimentazione sana non sia pervasa da logiche commerciali (lo si potrà vedere più sotto con gli ogm)?

E che dire della fede che viene riposta da molti sostenitori del M5S e quindi, immagino, anche da molti eletti di oggi, in alcune bufale scientifiche perpetrate dal loro guru che se perseguite in Parlamento avrebbero una portata distruttiva:

Aids che non esiste (anzi Hiv che non esiste, con un virus mai fotografato)

vaccini dannosi e inutili

-efficacia del Metodo Di Bella

-pericolosità degli Ogm (o pomodori antigelo che uccidono persone, mettetela come vi pare)

inutilità della sperimentazione animale perché così dicono la Lav e Equivita

Ora mi chiedo, ma nel prossimo governo i grillini perseguiranno politiche indirizzate a togliere finanziamenti per la lotta all’Aids? Basta con la ricerca sui vaccini e basta con le vaccinazioni obbligatorie/facoltative? Basta con la ricerca biomedica in Italia? Voteranno una moratoria contro gli Ogm rispondendo affermativamente alle richieste dalla lobby (buonissima e giustissima e santissima si intende) Coldiretti-Slow Food-Coop  e daranno un si incondizionato alla promozione esclusiva del biologico, al Km0 e alle produzioni made in Italy convinti che sia tutto oro quel che luccica (se luccica)? Faranno diventare il Metodo Di Bella la cura contro “Il Cancro” in Italia? Verranno tagliati i fondi per le attività di diagnosi preventiva in quanto asservita a logiche commerciali e addirittura dannosa?

Il profeta Giuliani, ritornatomi ora in mente,  verrà messo a capo dell’Ingv o della Commissione Grandi Rischi essendo capace di prevedere terremoti con tecniche conosciute solo a lui e che i grandi della Terra vogliono nasconderci?

Insomma, tutte queste idee si trasformeranno in atti legislativi concreti? C’è questo rischio? Se si, queste elezioni sono andate molto peggio di quanto sembri. Eterno ritorno di Berlusconi a parte.

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Chi non risponde non vince!

Dibattitoscienza, il gruppo di giornalisti, blogger, appassionati o interessati alla scienza nato su Facebook per iniziativa di Moreno Colaiacovo ha lanciato una lista di 10 domande su temi che hanno a che fare con la scienza, destinate ai candidati premier. L’iniziativa segue quella già portata a termine per le primarie del Pd, in cui altre domande, sempre di carattere scientifico, erano stato poste ai candidati alla guida del centrosinistra (e avevano risposto tutti).

Le domande sono state scelte tramite un voto on-line (democrazia liquida eh!) su una serie di proposte fatte nel forum del sito di dibattioscienza. Sia il voto che il forum erano aperti a chiunque avesse voluto partecipare. Le domande sono state formulate nella loro versione definitiva e alcune sono state accorpate (perché trattavano di temi simili) dando la possibilità di accedere alla rosa delle dieci prescelte ad altre due domande (le più votate fra le escluse, fra le quali la “mia” sulla sperimentazione animale nella ricerca biomedica che magari ci permetterà di capire che fine farà l’orribile emendamento Brambilla alla legge comunitaria).

Sappiamo benissimo che la legge elettorale con la quale voteremo è una ‘porcata’ e che i candidati di facciata potrebbero non corrispondere all’effettivo prossimo Presidente del Consiglio, ma a qualcuno bisognerà pur rivolgersi per conoscere quali idee verranno portate avanti in caso di vittoria.

I diretti interessati sono dunque: Mario Monti, Pierluigi Bersani, Beppe Grillo, Antonio Ingroia, Silvio Berlusconi e Oscar Giannino; li invitiamo dunque a rispondere.

Il termine per rispondere è la mezzanotte del 31 gennaio e i candidati possono inviare le risposte (max 3 cartelle – 6mila battute) all’indirizzo email info@dibattitoscienza.it.

Qui di seguito le 10 domande che potete aiutarci a diffondere su Twitter utilizzando l’hashtag #dibattitoscienza.

1) Investimenti, meritocrazia, trasparenza: quali provvedimenti intende adottare per il rilancio di università e ricerca pubblica?

2) Quali provvedimenti concreti intende adottare per favorire l’innovazione e l’investimento in ricerca delle imprese private?

3) Le direttive 20-20-20 definiscono le politiche energetiche europee. Quali azioni concrete intende adottare per garantire all’Italia un piano energetico in grado di migliorare l’efficienza e minimizzare l’impatto ambientale e il costo dell’energia?

4) Come intende occuparsi della produzione, gestione e smaltimento dei rifiuti solidi urbani, per migliorare l’impatto su ambiente e qualità della vita?

5) Quali misure concrete intende adottare per la messa in sicurezza del territorio nazionale dal punto di vista sismico e idrogeologico? E quali per stimolare il settore edilizio conciliandolo con la salvaguardia del territorio e la lotta alla criminalità organizzata?

6) Qual è la sua opinione sull’Agenda Digitale approvata dal precedente governo e quali sono le sue proposte concrete per la diffusione della banda larga in tutto il Paese?

7) La legge 40 sulla procreazione medicalmente assistita è stata messa in discussione più volte negli ultimi mesi, con diverse sentenze tra cui quella della Corte di Strasburgo. Si impegnerà ad adeguare questa legge alla giurisprudenza italiana ed europea? Qual è invece la sua posizione a proposito del testamento biologico?

8) Data l’importanza della scienza e della tecnologia nella società contemporanea, quali misure intende adottare, anche a livello scolastico, per favorirne lo sviluppo e contrastare anche il diffuso analfabetismo scientifico e matematico?

9) Come pensa che il suo governo si debba occupare di modifiche climatiche causate dall’uomo? Quali interventi metterà in atto per la mitigazione e/o prevenzione dell’innalzamento dei gas serra?

10) Qual è la sua posizione in merito all’uso di animali nella ricerca biomedica? Pensa sia corretto limitare l’uso di alcune specie animali a scopo di ricerca?

http://www.dibattitoscienza.it/2013/01/11/elezioni-politiche-2013-ecco-le-domande/

No, la paura non è passata

Alla vigilia del 21 dicembre 2012, quello che Giacobbo e simili hanno spacciato come fine del mondo prevista dai Maya (ma anche no), mi è balzata nel cervello un’altra paura, che non riguarda la fine catastrofica del pianeta, bensì la possibilità di veder finire male la città in cui vivo, Ferrara.

Sono stato alla consegna dell’Ippogrifo, un premio che la città consegna a chi si è distinto nelle sue attività e ha portato lustro a Ferrara e nel discorso del sindaco Tagliani ho sentito alcune parole che non avrei voluto sentire e che mi hanno fatto seriamente venire i brividi: “ricordo che il 20 e il 29 maggio il clima era diverso, non solo per il caldo, ma perché c’era molta paura. Invece abbiamo recuperato la razionalità e la voglia di lavorare per risolvere i problemi. Ce l’abbiamo fatta nonostante la preoccupazione che non fosse finita lì”.

Questo parlare al passato, gli accenni ai problemi risolti, al clima di paura di allora, alla sensazione “che non fosse finita” che invece oggi sembra svanita nella ricostruzione. Quel “ce l’abbiamo fatta” come a dire ci siamo rimessi in piedi e adesso guardiamo al futuro. Mi sembra tutto un discorso che guarda alla situazione post sisma per quello che non è: due terremoti distruttivi, che hanno fatto del male alla città e alla popolazione ma che sono passati senza possibilità di ritorno. Ho avuto la sensazione, e ce l’ho ogni volta che vado alle conferenze stampa dove ci sono assessori o rappresentati delle istituzioni locali che parlano del sisma, che l’idea sia quella di ripartire badando poco a due questioni fondamentali: 1) non è scritto da nessuna parte che domani non si possa verificare un terzo terremoto pari a quelli già avvenuti; 2) la faglia che passa sotto la città di Ferrara non si è attivata: i due sismi sono stati generati da due faglie a est e a ovest dello stesso complesso che non è lineare, si è trattato di due terremoti diversi seppur probabilmente concatenati.

Questo significa che sotto la città passa una faglia che ha ancora dell’energia da mandare al diavolo e trasformare le nostre case e i palazzi in pericolose sale da ballo non richiesto.

Ora, ci tengo a sottolineare che non sto accusando nessuno ( e ci mancherebbe) e non sto dicendo che gli amministratori non stiano facendo nulla convinti che sia tutto finito e bisogna solo ripartire, perché credo siano in corso dei monitoraggi del suolo e della capacità di tenuta degli edifici ecc ecc; solo che, in tutta la cerimonia, non ho sentito una parola di monito, di avviso, di cautela, un “stiamo ripartendo bene ma dobbiamo prepararci al prossimo evento perché sappiamo che ci sarà”.

Ecco, non vorrei che stia cercando, anche inconsapevolmente, di rassicurare le persone puntando sulla ripartenza, incensando e premiando la reazione all’emergenza senza però guardare con la giusta attenzione al futuro.

Sapere che “la paura è passata” non mi rassicura neanche un po’, perché è proprio la paura a far muovere le menti, quelle di tutti, alla  ricerca di soluzioni che portino alla tranquillità.

Spero di sbagliarmi e spero che le mie sensazioni (perché tali sono) vengano smentite nei fatti, ma non sono il solo ad avere il sentore che, come al solito dopo una catastrofe, non ci si stia muovendo al meglio per evitarle in futuro.

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