“Watson, lei vede ma non osserva”

Per la serie ‘cose che avrei voluto scrivere io’. Beatrice Mautino ha scritto un pezzo magnifico – il migliore che ho letto in questi giorni – sulle recenti polemiche in tema Ogm innescate da una discutibilissima scelta editoriale de La Repubblica. L’ha scritta 10mila volte meglio di quanto avrei potuto fare io su divagatoriscientifici.it

Faccio un ‘repost‘ perché  come se avesse dato una forma bella e coerente ai miei pensieri disordinati. Buona lettura.

In questi giorni si è tornato a parlare di OGM. Sarà l’avvicinarsi di Expo, sarà perché gli agricoltori han deciso di dire la loro e dimostrare che le cose son ben più sfaccettate di come si presentavano un tempo, sarà perché la Fondazione Veronesi ha deciso di dedicarci l’annuale convegnone o sarà solo per una questione di mode che vanno e vengono. Sta di fatto che la fissa del momento è il cibo ed ecco che, puntuali come quelle maledette spalline, son tornati pure loro, gli Ogm. E quindi, nonostante di un dibattito del genere ne avremmo fatto tutti a meno, eccoci qui a parlarne, a discutere se Rampini sia impazzito a dar contro al New Yorker, a decifrare le frasi di Petrini manco fossero quartine di Nostradamus, a chiederci se gli scienziati invitati a scrivere di questa cosa non avessero fatto meglio a declinare l’invito piuttosto che far la lezioncina delle letterine del Dna, a sbattere la testa contro il muro al pensiero che quello che scriveva quelle genialate su Cuore è lo stesso che scrive quelle vaccate sull’Amaca. E in tutto questo interrogarsi abbiamo tutti un po’ perso di vista il punto, come spesso accade, della vicenda, che non è se la Shiva dica il falso (lo dice) o se Petrini si inventi le cose (lo fa) e non è nemmeno se gli scienziati siano impacciati o pasticcioni (lo sono).

CONTINUA A LEGGERE SU DIVAGATORISCIENTIFICI.IT

Annunci